• film e testi • Joseph Bernard

    On: 16 novembre 2020
    In: Senza categoria
    Views: 223
     1

    Pubblichiamo uno speciale su Joseph Bernard, una selezione di 10 film realizzati tra il 1977 e il 1985, corredato da un saggio di Phil Coldiron (2015) e da un’intervista di Jeanette Strezinski (2004), in versione originale e nella traduzione italiana.
    A cura di Riccardo Re e Giuseppe Spina
    *

    10 film di Joseph Bernard

    Read More
  • 10 film di Joseph Bernard

    On: 23 ottobre 2020
    In: Senza categoria
    Views: 0
     Like


    10 FILM DI JOSEPH BERNARD

    Joseph Bernard vive a Troy, nel Michigan (USA), per un periodo della sua carriera, dal 1975 al 1985, ha lavorato con il mezzo cinematografico e in particolare con il Super8 realizzando più di 100 film. Allievo di Stan Brakhage, ha sperimentato un linguaggio che sviluppa la tecnica del collage cinetico. Un lavoro estremamente minuzioso se si pensa che la larghezza del Super8 è di circa mezzo centimetro. JB filma, rimonta e smonta i suoi film, con un fare che per semplificare potremmo considerare duale: da una parte la creazione del singolo fotogramma, il quadro, che può essere considerato opera-a-sé, realizzato con decine di tecniche differenti dalla ripresa diaristica e fotografica al camera-less. Dall’altra la messa in sequenza/movimento di queste cellule, cioè la relazione dei singoli fotogrammi così come delle luci, delle rifrazioni, dei colori e delle linee in esse contenute – anche qui con tecniche varie e un montaggio che può avvenire in camera o con un estremo lavoro di tagli. Bernard completa così i suoi lavori venendo fuori dalla pura astrazione e creando un complesso di pensieri, un discorso filosofico, artistico, personale.
    I suoi film sono stati proiettati al Detroit Institute of Arts, Chicago Filmmakers, Rutgers University, San Francisco Cinematheque, Ann Arbor Film Festival, Spektrum in Berlin, Dublin’s Irish Film Institute, Cineinfinito in Barcelona, NYC’s Museum of Modern Art e in decine di altri spazi.

    Pubblichiamo una selezione di 10 film di Joseph Bernard (per un totale di 90 minuti circa), corredata da un saggio di Phil Coldiron del 2015, scritto per la rivista Cinema Scope in occasione della pubblicazione del blu-ray Prismatic Music, e da un’intervista all’autore di Jeanette Strezinski alla Batista Gallery il 17 aprile 2004. Entrambi i testi sono stati tradotti in italiano. Ringraziamo Joseph e la moglie MariaLuisa per la disponibilità e l’amicizia, Jeanette Strezinski e Phil Coldiron per aver dato il consenso alla pubblicazione.

    A cura di Riccardo Re e Giuseppe Spina, la revisione delle traduzioni è di Stefano Miraglia.

    Il sito di Joseph Bernard : http://www.josephbernard.com/

    Joseph Bernard, intervista di Jeanette Strezinski – Batista Gallery, 17 aprile 2004 • ITA // ENG
    Implicazioni di una Totalità: Fotogrammi per i film di Joseph Bernard, di Phil Coldiron, in Cinema Scope 63 • ITA // ENG

    CHAMBER (1977)

    Il titolo del film tiene conto dei significati e delle implicazioni della parola “camera”, come parte del cuore, musica intima, oscurità, stanza, cinepresa, prigione, cilindro di una pistola… vuoto o carico. Chamber ha sancito la mia conversione da pittore a cineasta.

    JSB AT 9 (1978)

    Ritratto montato interamente in camera di Jessie Serafina Bernard, tra il sole e l’ombra di un tardo pomeriggio d’estate.

    RITUAL (1979)

    Questo è uno di quei rari casi di montaggio in camera totale che offrirà spunti per i miei successivi e più stratificati film. Il ritmo e le dissolvenze incrociate sono state un regalo perfetto! Super8, muto, sperimentale.

    DIVERSION (1980)

    Un naturale accompagnamento a Ritual. Entrambi i film sono densamente compressi e aprono diverse opzioni al lavoro futuro. Super8, muto.

    SPLICES FOR SHARITS (1980)

    Questo omaggio al regista strutturalista Paul Sharits è stato realizzato ri-fotografando migliaia di giunture, e organizzandole in quattro movimenti. L’immagine continua della linea di giuntura implica quasi un paesaggio onirico/una linea d’orizzonte. Ho incontrato Sharits poco dopo aver completato il film e gliene ho regalato una stampa a cui ha risposto con entusiasmo. Super8, muto, sperimentale.

    EYE REELS (1980)

    Una fusione intricata di astrazioni dal sapore celtico, home movies e un festival di danza irlandese, montata avendo in mente proprio quelle mosse. Le riprese rapide e la modellazione densa all’interno del film trovano i loro echi nei ricami, nei pizzi, nella lavorazione della pietra e del metallo – tutto ciò deriva dal linguaggio stesso; sia nel suono che nell’aspetto calligrafico.

    NIGHT MIX (1982)

    Una risposta a un dibattito fra me e un amico fotografo, immagine fissa vs immagine in movimento. Night Mix contiene un ampio vocabolario filmico grazie al largo impiego di fotogrammi incollati, macchiati di inchiostro, sbiancati, disegnati e pesantemente giuntati fra loro. Il montaggio è astrattamente e ritmicamente intenso. È girato a Provincetown. Super8, muto, colore, b&w. Dedicato a Bill Gubbins.

    VARIANT CHANTS (1983)

    Una danza celebrativa dervisci fatta di luce, colore e movimento. È una combinazione di riprese in esterni e tabletop shootings che includono oggetti, diapositive 35mm e immagini dei miei primi dipinti su vetro. Super8, muto, non-narrativo.

    FILM FOR UNTITLED VIEWER (1983)

    Un soliloquio itinerante senza giunture che accoglie lo spettatore solitario, sconosciuto e perspicace con cui condivido il film.

    HER MOVES (1985)

    12 filmati intrecciati di donne impegnate in attività personali – ciascuna filmata separatamente, quindi montata in una sorta di danza collettiva. Il mio ultimo film completo.

     

     

    Read More
  • The Wish to be a Red Indian

    On: 20 gennaio 2020
    In: 2020, Senza categoria
    Views: 1439
     Like


    «If one were only an Indian, instantly alert, and on a racing horse, leaning against the wind, kept on quivering jerkily over the quivering ground, until one shed one’s spurs, for there needed no spurs, threw away the reins, for there needed no reins, and hardly saw that the land before one was smoothly shorn heath when horse’s neck and head would be already gone». (Franz Kafka, “The Wish to be a Red Indian”, Meditations, 1904-1912)

    NOMADICA presents
    The Wish to be a Red Indian
    a film program curated by Riccardo Re
    January 31, 2020 – h21.00 (open at h19.30)
    Menomale, via de’ Pepoli, Bologna
    fb event

    Night Horse
    Jeroen Van Der Stock, Belgium | 2019 | HD | Sound | 19’
    A horse in different shapes, obscurity, digital artefacts and an electroacoustic soundscape are the main travelers on an abstract journey through the night. ​–A short film entirely based on footage from unsecured live surveillance cameras–


    Wishful Thinking
    Allan Brown, Canada | 2017 | Super8 | Sound | 13’
    Trotters come round the bend with Immanuel Velikovsky as race caller. Why can’t we believe in “if” anymore. “the audio interference that he (Brown) whips up and cycles has the effect of sounding like a brewing storm. The stuttering images of horse-drawn chariots again evoke a coming apocalypse. Is Brown wishing for the end of the world, or for aesthetic gale winds that can bring order to chaos?” (Greg deCuir, curator/programmer)


    Dreamland
    Allan Brown, Canada | 2018 | Super8 + HD | Sound | 13’
    Accented by collaged radio audio fog of alien invasion paranoia, oneiric images from Serbia fuse with the Canadian Shield of northern Quebec. Dreamland is a conjuring of spectres through hypnotic frequencies; a journey through alien landscapes and brutalist dreams.


    The Glass Note
    Mary Helena Clark, US | 2018 | HD | Sound | 9’
    In The Glass Note, a collage of sound, image, and text explore cinema’s inherent ventriloquism. Across surface and form, the video reflects on voice, embodiment, and fetish through the commingling of sound and image.


    D’étranges vues et de joyeux vestiges
    Guillaume Mazloum, France | 2018 | 16mm | Silent | 12’
    Accumulation of worried images, which were meticulously manipulated. Those strange views are accompanied by joyful vestiges, some words gleaned from renowned or dark poets, sometimes even from the enraged walls of the city. Those proud gleams, those removable faces, those moving bodies, become the elements of a research about vision and gaze, the protagonists of a nascent dialog, the traces of times and places that we still have to observe.


    Read More
  • Weekend On the Moon 2019

    On: 17 settembre 2019
    In: Senza categoria
    Views: 0
     Like

    Nomadica – Weekend On the Moon 2019 – October 31 / November 3 2019
    Bologna, Menomale, via de’ Pepoli 1/A

     

    Rigorous, polymorphic, intimate, and explosive in the making: with such a drive this cinema investigates humankind and its gaze, work, existence, sense of self and the whole. The films we will be dealing with during this long weekend don’t display opinions or collect judgments, instead, they are gestures, acts: they are unknown and limitless images that generate multiple thoughts in front of the eyes that reach out and look at them, tie and untie them, and desire them (from the Latin de-sidera, “drifting apart from the stars”).
    This Cinema has nothing to do with the traditional ways of producing, it doesn’t attempt to capitalize a thing, and lives in another space of action: an essential authorial and artistic act.
    The Weekend On the Moon (WOM) refers to two celebrations: the moon landing of 1969 and – ten years prior – the starting of the exploration missions of the satellite (the first experiments on the Moon, and the first images that moved away from Earth). It is explorations we deal with, we who travel through the hidden corners of an underground cinema in continuous expansion.
    Tens of films, created in recent years and premiering in Italy, organized in a kaleidoscopic program that follows a continuous movement inside and outside of the screen, from day to night. And then, three mornings dedicated to the dissemination of thought and experience: Three ways of talking Cinema. All while immersed in a lunar Wunderkammer, the Menomale Space, the heart of the city.

    Un fare rigoroso, polimorfo, intimo ed esplosivo: con tale spinta questo cinema indaga l’uomo, il suo sguardo, il lavoro, l’esistenza, la percezione di sé, del tutto. Quelli che trattiamo in questo lungo weekend non sono film che espongono opinioni, potenziali sommatorie di giudizio, ma sono gesti, atti: sono immagini sconosciute, sconfinate, che generano pensieri molteplici di fronte agli occhi che le raggiungono e le guardano, le fanno e le disfano, che le desiderano (dal lat. de-sidera “mancanza di stelle”).
    Un cinema che non ha nulla a che fare con le modalità di produzione comuni, che non cerca di capitalizzare un bel nulla, che vive in un altro spazio d’azione: atto autoriale e artistico essenziale.
    Weekend On the Moon (WOM) fa riferimento a due ricorrenze: l’allunaggio del 1969 e, dieci anni prima, l’avvio delle missioni di esplorazione del satellite (le prime sperimentazioni sulla Luna, le prime immagini che si allontanavano dalla Terra). Di esplorazioni si tratta, per noi che viaggiamo negli angoli nascosti di un cinema sotterraneo in costante espansione.
    Decine di film realizzati negli ultimi anni, in anteprima italiana, strutturati in un programma caleidoscopico, in un movimento continuo dentro e fuori dallo schermo, dal giorno alla notte. E poi tre mattinate dedicate alla diffusione del pensiero e dell’esperienza:
    Tre modi di parlare-il-cinema. Il tutto immerso in una wunderkammer lunare, il Menomale, l’esatto cuore della città.

    Alessio Galbiati intervista Giuseppe Spina, per Rapporto Confidenziale, rivista digitale di cultura cinematografica, 14 ottobre 2019
    THURSDAY OCT 31

    ***

    h 18.00 – 19.00
    Selection 1

    h 19.00 – 20.30
    WOM focus: Sky Hopinka
    h 21.30 – 23.00
    Music sounds better with you
    h 23.00 ->
    Selection 2
    FRIDAY NOV 1

    h 10.30 – 13.00
    Three ways of talking Cinema #1
    breakfast with Found Footage Magazine, Revista Lumière, Walden Magazine

    h 16.30 – 18.00 🎥
    Selection 3
    Selection 4

    h 18.00 – 20.00 🎥
    Field Studies:
    Rose Lowder and Scott Hammen

    h 21.00 – 22.30
    WOM focus: Luca Ferri
    h 22.30 ->
    Dark with excessive bright
    SATURDAY NOV 2

    h 10.30 – 13.00
    Three ways of talking Cinema #2
    breakfast with Luca Ferri

    h 16.30 – 18.00
    Alcatraz revisited
    h 18.00 – 19.30 🎥
    Found Footage Cinema:
    Painting with film and light

    h 19.30 – 21.00 🎥
    WOM focus: Bruno Delgado Ramo
    h 22.00 – 23.00 🎥
    Nervous twitching
    h 20.00 – 24.00 🎥
    Canti Neri
    (new version for 2-4 projectors)

    installation by WarshadFilm,
    artistic duo from UnzaLab
    SUNDAY NOV 3

    h 10.30 – 13.00
    Three ways of talking Cinema #3
    breakfast with Chiara Seghetto – “Marco Melani, the man with the golden eye”

    h 16.30 – 17.30
    Between Trancendence and Immanence
    (Contemporary Turkish Exp. Films)
    h 18.00 – 19.30
    Selection 5
    h 19.30 – 20.30
    Selection 6
    ***

    ***

    Nomadica – Weekend on the Moon 2019
    is created by / with the presence of / with the programs by / and thanks to:

    Francisco Algarìn Navarro, Zeynep Ayaşlıgil, Samantha Angeloni, Mattia Biancucci, Gianna Carbonera, Rinaldo Censi, Bruno Delgado Ramo, Federico Epifanio, Cecilia Ermini, Luca Ferri, Elena Fusconi, Martin Grennberger, Yavuz Gözeller, Tommaso Isabella, Christian Kühne, Fiona Lejosne, Marco Mago Magagnoli, Cristina Martinez, Sofia Mazzaglia, Giulia Mazzone, Stefano Miraglia, Naomi Morello, Alessandro Negri, Riccardo Re, Sofia Russo, Ines Schiller, Chiara Seghetto, Giuseppe Spina, UnzaLab, César Ustarroz.

    “Aspect of an eclipse of the Sun by the Earth, as it would appear as seen from the Moon.” Illustrated by James Nasmyth, 1874.

    With films by:

    Martin Arnold, Dianna Barrie, Prantik Basu, Alessandra Beltrame, Sarah Bliss, Dan Browne, Adrián Canoura, Linda Christanell, Charlotte Clermont, Colectivo Los Ingrávidos, Helena Deda, Bruno Delgado Ramo, Théo Deliyannis, Roger Deutsch, Lena Ditte Nissen, Tiziano Doria, James Edmonds, Zachary Epcar, Alex Faoro, Laurence Favre, Pedro Ferreira, Luca Ferri, Siegfried Fruhauf, Ariana Gerstein, Miriam Gossing, Tim Grabham (aka iloobia), Brittany Gravely, Samira Guadagnuolo, Vincent Guilbert, Sinan Güldal, Scott Hammen, Sky Hopinka, Roger Horn, Lara Kamhi, Chris Kennedy, Josh Lewis, Ken Linehan, Simon Liu, Rose Lowder, Jodie Mack, Jean-Jacques Martinod, Bori Máté, Ross Meckfessel, Luján Montes, Daniel Murphy, Naz Önen, John Price, Annalisa Donatella Quagliata, Lee Ranaldo, Georges Rey, Jay Rosenblatt, Sylvia Schedelbauer, Lee Anne Schmitt, M.M. Serra, Paul Sharits, Lina Sieckmann, Guli Silberstein, Claes Söderquist, Mike Stoltz, Deborah Stratman, Malena Szlam, Richard Tuohy, Esther Urlus, Zeno van den Broek, Josh Weissbach, Steven Woloshen.

    ***

    Three ways of talking Cinema (breakfast with *) includes:
    Found Footage Magazine / Revista Lumière / Walden magazine; Luca Ferri; Chiara Seghetto (with the project dedicated to Marco Melani)

    ***

    In collaboration with:
    Menomale, UnzaLab, Revista Lumière, Magasinet Walden, Found Footage Magazine, Movimcat / The Moving Image Catalog,
    Istanbul International Experimental Film Festival, La Camera Ardente

    Special thanks to:
    Lightcone, Sixpackfilm, The Film-Makers’ Cooperative

    The moon, by Henry Draper (1863)

    Read More