• Rencontres Internationales Paris/Berlin 2020

    On: 26 febbraio 2020
    In: 2020
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    Rencontres Internationales Paris/Berlin, contemporary artists’ moving image.
    Our Luminous variation in the city skies is part of the 2020 catalogue.

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  • The Wish to be a Red Indian

    On: 20 gennaio 2020
    In: 2020, Senza categoria
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    «If one were only an Indian, instantly alert, and on a racing horse, leaning against the wind, kept on quivering jerkily over the quivering ground, until one shed one’s spurs, for there needed no spurs, threw away the reins, for there needed no reins, and hardly saw that the land before one was smoothly shorn heath when horse’s neck and head would be already gone». (Franz Kafka, “The Wish to be a Red Indian”, Meditations, 1904-1912)

    NOMADICA presents
    The Wish to be a Red Indian
    a film program curated by Riccardo Re
    January 31, 2020 – h21.00 (open at h19.30)
    Menomale, via de’ Pepoli, Bologna
    fb event

    Night Horse
    Jeroen Van Der Stock, Belgium | 2019 | HD | Sound | 19’
    A horse in different shapes, obscurity, digital artefacts and an electroacoustic soundscape are the main travelers on an abstract journey through the night. ​–A short film entirely based on footage from unsecured live surveillance cameras–


    Wishful Thinking
    Allan Brown, Canada | 2017 | Super8 | Sound | 13’
    Trotters come round the bend with Immanuel Velikovsky as race caller. Why can’t we believe in “if” anymore. “the audio interference that he (Brown) whips up and cycles has the effect of sounding like a brewing storm. The stuttering images of horse-drawn chariots again evoke a coming apocalypse. Is Brown wishing for the end of the world, or for aesthetic gale winds that can bring order to chaos?” (Greg deCuir, curator/programmer)


    Dreamland
    Allan Brown, Canada | 2018 | Super8 + HD | Sound | 13’
    Accented by collaged radio audio fog of alien invasion paranoia, oneiric images from Serbia fuse with the Canadian Shield of northern Quebec. Dreamland is a conjuring of spectres through hypnotic frequencies; a journey through alien landscapes and brutalist dreams.


    The Glass Note
    Mary Helena Clark, US | 2018 | HD | Sound | 9’
    In The Glass Note, a collage of sound, image, and text explore cinema’s inherent ventriloquism. Across surface and form, the video reflects on voice, embodiment, and fetish through the commingling of sound and image.


    D’étranges vues et de joyeux vestiges
    Guillaume Mazloum, France | 2018 | 16mm | Silent | 12’
    Accumulation of worried images, which were meticulously manipulated. Those strange views are accompanied by joyful vestiges, some words gleaned from renowned or dark poets, sometimes even from the enraged walls of the city. Those proud gleams, those removable faces, those moving bodies, become the elements of a research about vision and gaze, the protagonists of a nascent dialog, the traces of times and places that we still have to observe.


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  • Nomadica in Senses of Cinema’s World Poll 2019

    On: 20 gennaio 2020
    In: Senza categoria
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    In Senses of Cinema’s World Poll 2019, Stefano Miraglia (Movimcat / The Moving Image Catalog) includes two programs of Nomadica’s Weekend On the Moon:
    Field Studies: Rose Lowder and Scott Hammen“, curated by Francisco Algarín Navarro and “Nervous twitching” (Martin Arnold’s Gross Anatomies coupled with Paul Sharits’ Epileptic Seizure Comparison), curated by Rinaldo Censi.

    World Poll 2019 — Part 5

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  • Lubiana, Cineteca Slovena / Nomadica, labirinti di luce.

    On: 7 gennaio 2020
    In: 2020, Senza categoria
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    Cineteca Slovena, Lubiana. 16 Gennaio 2020, h20.00
    “Labirinti di luce”, un programma a cura di Nomadica
    (saranno presenti Giulia Mazzone e Giuseppe Spina)

    Nomadica è un network per il cinema di ricerca che ha sede in Italia. In modo del tutto libero dalle trafile distributive e produttive, Nomadica sostiene la creazione e la circolazione di opere realizzate da cineasti e artisti che lavorano in modo autonomo. Dei sei film d’animazione che compongono il programma solo il primo Il muro (1970) ha alle spalle una società di produzione (la mitica Corona Cinematografica, società romana che dalla fine degli anni ’40 produsse migliaia di film non solo di autori affermati ma anche di giovani cineasti sperimentali), ma questa e le altre opere sono il risultato di gesti artistici solitari e/o appartati. Ed è proprio l’atto di creazione – come luce che emerge, è contenuta ed esplode dal buio – che diviene il tema centrale e la suggestione alla base del percorso qui proposto.
    Manfredo Manfredi (MM), nato nel 1934, studia architettura e nel 1958 si diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma, che negli anni ’60, è uno dei centri artistici più attivi al mondo: suoi amici sono Pascali, Kounellis, Ceroli, Piruca, artisti che hanno segnato la ricerca italiana. La sua sperimentazione nel campo del cinema d’animazione inizia nel 1963 e pur appartenendo alla fase in cui MM seguiva le classiche tecniche dell’animazione, Il muro presenta delle rilevanti ibridazioni: il disegno su rodoide si intreccia alla pittura animata e all’elaborazione di emulsione su pellicola, con un ritmo incalzante e ricco di sovrapposizioni e fader incrociati.
    Con Dedalo (1976) MM si ritrova per la prima volta a lavorare in totale solitudine: una matita a carboncino e dei fogli di carta, non crea movimenti e zoom con la verticale (strumento usato nel cinema d’animazione classico, la macchina da presa veniva fissata su un’asse verticale e dall’alto veniva mossa per dare movimento ai disegni) ma li disegna direttamente sul foglio, creando una sorta di scatola cinese. Allarga il quadro del fotogramma rispetto all’area del disegno, e mette in mostra l’illusione stessa dell’animazione, ne rivela il meccanismo artistico. Grazie all’unicità della sua forza poetica Dedalo riceve il Gran Premio al festival d’animazione d’Ottawa e una nomination all’Oscar.
    Negli anni a seguire MM lavora all’interno della società Cineteam, realizzando sigle TV e spot pubblicitari che sono veri esperimenti tecnici e artistici, e così bisognerà attendere gli anni ’90 per giungere a nuove importanti opere. Tra queste proponiamo il Canto XXVI dell’Inferno di Dante (1997), realizzato con la tecnica della pittura su vetro. Pennellata dopo pennellata, frame dopo frame, l’artista compone i suoi quadri, li trasforma e li distrugge. Non resta traccia dei dipinti se non nella pellicola che li ha impressionati e nella memoria di ognuno di noi.
    Nomadica è anche e soprattutto una zona franca fatta di legami e di incontri. Lo scambio e l’intreccio tra artisti, intellettuali, tecnici, porta a nuovi percorsi da esplorare. Così la collaborazione con MM ha condotto alla realizzazione del suo Lo spirito della notte (2018). Dopo quasi vent’anni fuori dal cinema e interamente dedicati alla pittura, sfodera un linguaggio vivace e divertito, “giocando” con decine di tecniche, affrontando il digitale e confermando la sua maestria. L’incontro avviene con Giuseppe Spina, che in questo film si occupa del montaggio e aiuta MM alla regia, e con Andrea Martignoni che ne cura i suoni.
    Gli ultimi anni sono stati al contempo segnati da una serie di incontri: in collaborazione con Leonardo Carrano, artista legato al cinema d’animazione sperimentale, è nato Màcula (2018), bizzarra e cupa opera che intreccia disegni su carta, differenti elaborazioni chimiche su emulsione Fujifilm 35mm, la voce e i testi del genio del teatro italiano Antonio Rezza e la musica del M° Ennio Morricone. Màcula ha alla base degli studi sul fenomeno entoptico (entós ‘dentro’ e optikós ‘del vedere’), si tratta di percezioni visive, macchie di luce, che si generano direttamente all’interno del globo oculare, soprattutto in condizioni prolungate di oscurità. Luminous variations in the city skies (2019), è ad oggi l’ultima animazione, un film realizzato con migliaia di lastre fotografiche degli anni ’50, da noi ritrovate alla Torre della Specola di Bologna: uno sguardo silenzioso verso le stelle e il passato, attraverso l’invenzione – ancora un atto creativo – di un grande scienziato.

    http://www.kinoteka.si
    http://www.kinoteka.si/si/463/748/Animateka_Labirinti_svetlobe.aspx

    PROGRAMMA (durata 70 minuti)

    Il muro di Manfredo Manfredi (Ita, 12’, 1970)
    Il muro riflette sulla condizione dell’arte di fronte alla distruzione della società post-atomica. Attraverso situazioni allegoriche dipinte con suggestive animazioni dai tratti marcati e aspri che prediligono i toni cromatici freddi, il film ritrae con dura rassegnazione lo sguardo e l’impossibilità di un’artista davanti al destino di morte e consunzione di un’intera società.


    Dedalo di Manfredo Manfredi (Ita, 11’, 1976)
    Composto da disegni su carta dai forti contrasti chiaroscurali, il film esprime una tensione metafisica attraverso un raffinato equilibrio grafico e una trama onirica che evidenzia una chiara dimensione autoriale e d’artista.

    Dante. La Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI di Manfredo Manfredi (Ita, 10’, 1997)
    È il canto di Ulisse, ci si trova nell’ottava Bolgia dell’ottavo Cerchio dell’Inferno, il girone infernale dove sono puniti i consiglieri di frode. Realizzato con la tecnica della pittura su vetro.

    Lo spirito della notte di Manfredo Manfredi (Ita, 12’, 2018)
    L’artista ritorna nel suo atelier, di notte. Le fantasie, le inquietudini, i ricordi si sovrappongono e prendono vita, fino all’alba, quando il mondo riprende la routine quotidiana.
    “La notte è spesso intesa come un luogo “altro” dove la mente si avventura nell’approssimarsi del sogno o nella lucida speculazione intellettuale. La notte è spesso un luogo dell’arte ed è a questo spazio fisico e mentale che si rivolge questo breve film” (MM).

    Màcula di Giuseppe Spina e Leonardo Carrano (Ita, 19’, 2018)
    In un indefinito spazio nero emerge a fatica la figura di un essere. Màcula ha contorni vaghi, vive nel buio come può e il suo sistema nervoso è sganciato, acrobatico verso la dissoluzione. Il film è un duello tra luce e buio, tra l’elaborazione di pellicola 35mm e i disegni animati su fondo nero. Il testo e la voce sono di Antonio Rezza, la musica di Ennio Morricone.

    Luminous variations in the city skies di Giuseppe Spina (Ita, 6’, 2019)
    Tra il 1932 e il 1957, alla Torre della Specola di Bologna, fu inventata una tecnologia ottica che rivoluzionò il metodo di osservazione dello Spazio. Una serie di specchi esagonali affiancati l’uno all’altro, vennero posti alla base della torre. Perpendicolare agli specchi venne montata una macchina fotografica mobile, che impressionò migliaia di lastre di vetro, compiendo una rassegna sistematica del cielo zenitale della città. Fu l’astronomo triestino Guido Horn D’Arturo a ideare e realizzare in trent’anni di ricerche lo “specchio a tasselli”, oggi alla base dei telescopi più avanzati.  Le lastre fotografiche – ricche di immagini puntiformi, e oggi di macchie ed emulsioni deteriorate dal tempo – sono state riprese mediante processi di ingrandimento e cinematografate.

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  • from Nomadica to Istanbul International Experimental Film Festival 2019

    On: 8 novembre 2019
    In: 2017/2019
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    15 November 2019
    Istanbul International Experimental Film Festival 2019
    12:00 P.M. | Salt Beyoğlu | Panorama: ITALY | Nomadica

    from Earth to Sky (film program curated by nomadica.eu)

    The more one moves away from Earth, the more one goes backwards, in time and space. Cinema is that movement, which is also a moment outside of memory, that recreates new visions while looking at the past (like a continuous present). Cinema, as if it was always the first time. With a program such as this one, we’d be tempted to cut the opening and closing credits of each film, and transform them into one unified masterpiece, but we’ll leave this possibility to your imagination.


    Andrò a ritroso della nostra corsa (I will go backwards of our path)
    by Mattia Biondi, Ita, Super8 (found footage), 3min, 2019
    “Andrò a ritroso della nostra corsa” is a backwards journey through the seasons and the units of the language. To change the prose of the world, its intact clock. There is always a place more thoroughly, lost images in minimun intervals.


    Ab/OVO
    by Luca Ferri, Ita, Super8, 25min, 2016 (sub eng)
    In a desert and hostile paradise, between mountains of sand and solitary camels in perpetual journey, life is renewed with a promise of love in the shade of a lone tree. Adam and Eve have a chance. The last chance to heal and create a new progeny of more decent human beings. Nine long takes in super 8mm colour in which we took Adam and Eve and had them redo everything over again, from the scratch.


    Black Songs
    by Tiziano Doria e Samira Guadagnolo, Ita, Super8 -> 16mm, 5min, 2019 (silent / sub eng)
    A poetic recollection of a personal and collective memory, the work dissects, decomposes, fragments, distills and then re-creates anew – in a time that beats in repeated rythm, slow and circular – the dream of an ancestral childhood, of nomadic shepherds and tangled bushes of war and raids, and in this magnified gaze, the film wonders about the meaning and the nature of it’s own observations.
    Canti Neri (Black Songs) comes from the analysis of a private and family archive, of our property, of which we have selected some frames transposing them from S8mm to 16mm.
    The original films have been combined in a new way, focusing on details that had escaped from the eye of the operator, on the periphery of the image, extrapolating details, dissolving the flow of action and reiterating it in a dilated time.


    Merci mais non merci
    by Alessandra Beltrame, Ita, super8, 13’, 2018 (sub eng)
    Nico, reflects on existence, identity and responsibilies


    Rodez
    by Stefano Miraglia, Fr, HD 4:3, 3min, 2017 (silent)
    An exploration of the Rodez Cathedral. A study on colour, repetition and flickering, composed of 292 photographs. “A stunning piece of ecclesial psychedelia!” (Sarah Bliss)


    Vaghe Stelle – MIZAR
    by Mauro Santini, Ita, 4K to HD, 11min, 2017
    “Vaghe stelle” is a seven-chaptered film, conceived as a musical album and composed of seven movements, which can be watched singly (like songs), or in the established order (like a record) or also mixing the films creating new combinations or possible narrations. The ‘songs’ are seven as the principal stars of the Ursa Major. It will be a nocturnal wandering with the starry sky as a reference: an earthly pilgrimage looking for epiphanies or the drift of a hypothetical interstellar trip.


    Luminous variations in the city skies
    by Giuseppe Spina, Ita, HD (from photographic plates), 6min, 2019 (silent)
    Between 1932 and 1957, at the Specola Tower in Bologna, a new optical technology was invented, one that would revolutionize outer space observatory methods. Thirty years of research were necessary for the astronomer Guido Horn D’Arturo to invent the specchio a tasselli – also called multimirror or segmented mirror – an archetype of today’s most advanced telescopes. This silent film, made by Giuseppe Spina, is composed of digital scans and blow-ups of Horn D’Arturo’s plates.


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