• Cineteca Slovena, Lubiana. “Labirinti di luce” un programma a cura di Nomadica.

    On: 7 gennaio 2020
    In: Senza categoria
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    Cineteca Slovena, Lubiana. 16 Gennaio 2020, h20.00
    “Labirinti di luce”, un programma a cura di Nomadica.
    In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana
    Saranno presenti Giulia Mazzone e Giuseppe Spina

    Nomadica è un network per il cinema di ricerca che ha sede in Italia. In modo del tutto libero dalle trafile distributive e produttive, Nomadica sostiene la creazione e la circolazione di opere realizzate da cineasti e artisti che lavorano in modo autonomo. Dei sei film d’animazione che compongono il programma solo il primo Il muro (1970) ha alle spalle una società di produzione (la mitica Corona Cinematografica, società romana che dalla fine degli anni ’40 produsse migliaia di film non solo di autori affermati ma anche di giovani cineasti sperimentali), ma questa e le altre opere sono il risultato di gesti artistici solitari e/o appartati. Ed è proprio l’atto di creazione – come luce che emerge, è contenuta ed esplode dal buio – che diviene il tema centrale e la suggestione alla base del percorso qui proposto.

    fotogrammi da “La Divina Commedia – Inf., XXVI” di Manfredo Manfredi

    Manfredo Manfredi (MM), nato nel 1934, studia architettura e nel 1958 si diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma, che negli anni ’60, è uno dei centri artistici più attivi al mondo: suoi amici sono Pascali, Kounellis, Ceroli, Piruca, artisti che hanno segnato la ricerca italiana. La sua sperimentazione nel campo del cinema d’animazione inizia nel 1963 e pur appartenendo alla fase in cui MM seguiva le classiche tecniche dell’animazione, Il muro presenta delle rilevanti ibridazioni: il disegno su rodoide si intreccia alla pittura animata e all’elaborazione di emulsione su pellicola, con un ritmo incalzante e ricco di sovrapposizioni e fader incrociati.
    Con Dedalo (1976) MM si ritrova per la prima volta a lavorare in totale solitudine: una matita a carboncino e dei fogli di carta, non crea movimenti e zoom con la verticale (strumento usato nel cinema d’animazione classico, la macchina da presa veniva fissata su un’asse verticale e dall’alto veniva mossa per dare movimento ai disegni) ma li disegna direttamente sul foglio, creando una sorta di scatola cinese. Allarga il quadro del fotogramma rispetto all’area del disegno, e mette in mostra l’illusione stessa dell’animazione, ne rivela il meccanismo artistico. Grazie all’unicità della sua forza poetica Dedalo riceve il Gran Premio al festival d’animazione d’Ottawa e una nomination all’Oscar.
    Negli anni a seguire MM lavora all’interno della società Cineteam, realizzando sigle TV e spot pubblicitari che sono veri esperimenti tecnici e artistici, e così bisognerà attendere gli anni ’90 per giungere a nuove importanti opere. Tra queste proponiamo il Canto XXVI dell’Inferno di Dante (1997), realizzato con la tecnica della pittura su vetro. Pennellata dopo pennellata, frame dopo frame, l’artista compone i suoi quadri, li trasforma e li distrugge. Non resta traccia dei dipinti se non nella pellicola che li ha impressionati e nella memoria di ognuno di noi.
    Nomadica è anche e soprattutto una zona franca fatta di legami e di incontri. Lo scambio e l’intreccio tra artisti, intellettuali, tecnici, porta a nuovi percorsi da esplorare. Così la collaborazione con MM ha condotto alla realizzazione del suo Lo spirito della notte (2018). Dopo quasi vent’anni fuori dal cinema e interamente dedicati alla pittura, sfodera un linguaggio vivace e divertito, “giocando” con decine di tecniche, affrontando il digitale e confermando la sua maestria. L’incontro avviene con Giuseppe Spina, che in questo film si occupa del montaggio e aiuta MM alla regia, e con Andrea Martignoni che ne cura i suoni.
    Gli ultimi anni sono stati al contempo segnati da una serie di incontri: in collaborazione con Leonardo Carrano, artista legato al cinema d’animazione sperimentale, è nato Màcula (2018), bizzarra e cupa opera che intreccia disegni su carta, differenti elaborazioni chimiche su emulsione Fujifilm 35mm, la voce e i testi del genio del teatro italiano Antonio Rezza e la musica del M° Ennio Morricone. Màcula ha alla base degli studi sul fenomeno entoptico (entós ‘dentro’ e optikós ‘del vedere’), si tratta di percezioni visive, macchie di luce, che si generano direttamente all’interno del globo oculare, soprattutto in condizioni prolungate di oscurità. Luminous variations in the city skies (2019), è ad oggi l’ultima animazione, un film realizzato con migliaia di lastre fotografiche degli anni ’50, da noi ritrovate alla Torre della Specola di Bologna: uno sguardo silenzioso verso le stelle e il passato, attraverso l’invenzione – ancora un atto creativo – di un grande scienziato.

    http://www.kinoteka.si
    http://www.kinoteka.si/si/463/748/Animateka_Labirinti_svetlobe.aspx
    https://www.facebook.com/events/602923716942062/

    PROGRAMMA (durata 70 minuti)

    Il muro di Manfredo Manfredi (Ita, 12’, 1970)
    Il muro riflette sulla condizione dell’arte di fronte alla distruzione della società post-atomica. Attraverso situazioni allegoriche dipinte con suggestive animazioni dai tratti marcati e aspri che prediligono i toni cromatici freddi, il film ritrae con dura rassegnazione lo sguardo e l’impossibilità di un’artista davanti al destino di morte e consunzione di un’intera società.


    Dedalo di Manfredo Manfredi (Ita, 11’, 1976)
    Composto da disegni su carta dai forti contrasti chiaroscurali, il film esprime una tensione metafisica attraverso un raffinato equilibrio grafico e una trama onirica che evidenzia una chiara dimensione autoriale e d’artista.

    Dante. La Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI di Manfredo Manfredi (Ita, 10’, 1997)
    È il canto di Ulisse, ci si trova nell’ottava Bolgia dell’ottavo Cerchio dell’Inferno, il girone infernale dove sono puniti i consiglieri di frode. Realizzato con la tecnica della pittura su vetro.

    Lo spirito della notte di Manfredo Manfredi (Ita, 12’, 2018)
    L’artista ritorna nel suo atelier, di notte. Le fantasie, le inquietudini, i ricordi si sovrappongono e prendono vita, fino all’alba, quando il mondo riprende la routine quotidiana.
    “La notte è spesso intesa come un luogo “altro” dove la mente si avventura nell’approssimarsi del sogno o nella lucida speculazione intellettuale. La notte è spesso un luogo dell’arte ed è a questo spazio fisico e mentale che si rivolge questo breve film” (MM).
    Màcula di Giuseppe Spina e Leonardo Carrano (Ita, 19’, 2018)
    In un indefinito spazio nero emerge a fatica la figura di un essere. Màcula ha contorni vaghi, vive nel buio come può e il suo sistema nervoso è sganciato, acrobatico verso la dissoluzione. Il film è un duello tra luce e buio, tra l’elaborazione di pellicola 35mm e i disegni animati su fondo nero. Il testo e la voce sono di Antonio Rezza, la musica di Ennio Morricone.
    Luminous variations in the city skies di Giuseppe Spina (Ita, 6’, 2019)
    Tra il 1932 e il 1957, alla Torre della Specola di Bologna, fu inventata una tecnologia ottica che rivoluzionò il metodo di osservazione dello Spazio. Una serie di specchi esagonali affiancati l’uno all’altro, vennero posti alla base della torre. Perpendicolare agli specchi venne montata una macchina fotografica mobile, che impressionò migliaia di lastre di vetro, compiendo una rassegna sistematica del cielo zenitale della città. Fu l’astronomo triestino Guido Horn D’Arturo a ideare e realizzare in trent’anni di ricerche lo “specchio a tasselli”, oggi alla base dei telescopi più avanzati. Le lastre fotografiche – ricche di immagini puntiformi, e oggi di macchie ed emulsioni deteriorate dal tempo – sono state riprese mediante processi di ingrandimento e cinematografate.

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  • Lubiana, Cineteca Slovena / Nomadica, labirinti di luce.

    On: 7 gennaio 2020
    In: 2020, Senza categoria
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    Cineteca Slovena, Lubiana. 16 Gennaio 2020, h20.00
    “Labirinti di luce”, un programma a cura di Nomadica
    (saranno presenti Giulia Mazzone e Giuseppe Spina)

    Nomadica è un network per il cinema di ricerca che ha sede in Italia. In modo del tutto libero dalle trafile distributive e produttive, Nomadica sostiene la creazione e la circolazione di opere realizzate da cineasti e artisti che lavorano in modo autonomo. Dei sei film d’animazione che compongono il programma solo il primo Il muro (1970) ha alle spalle una società di produzione (la mitica Corona Cinematografica, società romana che dalla fine degli anni ’40 produsse migliaia di film non solo di autori affermati ma anche di giovani cineasti sperimentali), ma questa e le altre opere sono il risultato di gesti artistici solitari e/o appartati. Ed è proprio l’atto di creazione – come luce che emerge, è contenuta ed esplode dal buio – che diviene il tema centrale e la suggestione alla base del percorso qui proposto.
    Manfredo Manfredi (MM), nato nel 1934, studia architettura e nel 1958 si diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma, che negli anni ’60, è uno dei centri artistici più attivi al mondo: suoi amici sono Pascali, Kounellis, Ceroli, Piruca, artisti che hanno segnato la ricerca italiana. La sua sperimentazione nel campo del cinema d’animazione inizia nel 1963 e pur appartenendo alla fase in cui MM seguiva le classiche tecniche dell’animazione, Il muro presenta delle rilevanti ibridazioni: il disegno su rodoide si intreccia alla pittura animata e all’elaborazione di emulsione su pellicola, con un ritmo incalzante e ricco di sovrapposizioni e fader incrociati.
    Con Dedalo (1976) MM si ritrova per la prima volta a lavorare in totale solitudine: una matita a carboncino e dei fogli di carta, non crea movimenti e zoom con la verticale (strumento usato nel cinema d’animazione classico, la macchina da presa veniva fissata su un’asse verticale e dall’alto veniva mossa per dare movimento ai disegni) ma li disegna direttamente sul foglio, creando una sorta di scatola cinese. Allarga il quadro del fotogramma rispetto all’area del disegno, e mette in mostra l’illusione stessa dell’animazione, ne rivela il meccanismo artistico. Grazie all’unicità della sua forza poetica Dedalo riceve il Gran Premio al festival d’animazione d’Ottawa e una nomination all’Oscar.
    Negli anni a seguire MM lavora all’interno della società Cineteam, realizzando sigle TV e spot pubblicitari che sono veri esperimenti tecnici e artistici, e così bisognerà attendere gli anni ’90 per giungere a nuove importanti opere. Tra queste proponiamo il Canto XXVI dell’Inferno di Dante (1997), realizzato con la tecnica della pittura su vetro. Pennellata dopo pennellata, frame dopo frame, l’artista compone i suoi quadri, li trasforma e li distrugge. Non resta traccia dei dipinti se non nella pellicola che li ha impressionati e nella memoria di ognuno di noi.
    Nomadica è anche e soprattutto una zona franca fatta di legami e di incontri. Lo scambio e l’intreccio tra artisti, intellettuali, tecnici, porta a nuovi percorsi da esplorare. Così la collaborazione con MM ha condotto alla realizzazione del suo Lo spirito della notte (2018). Dopo quasi vent’anni fuori dal cinema e interamente dedicati alla pittura, sfodera un linguaggio vivace e divertito, “giocando” con decine di tecniche, affrontando il digitale e confermando la sua maestria. L’incontro avviene con Giuseppe Spina, che in questo film si occupa del montaggio e aiuta MM alla regia, e con Andrea Martignoni che ne cura i suoni.
    Gli ultimi anni sono stati al contempo segnati da una serie di incontri: in collaborazione con Leonardo Carrano, artista legato al cinema d’animazione sperimentale, è nato Màcula (2018), bizzarra e cupa opera che intreccia disegni su carta, differenti elaborazioni chimiche su emulsione Fujifilm 35mm, la voce e i testi del genio del teatro italiano Antonio Rezza e la musica del M° Ennio Morricone. Màcula ha alla base degli studi sul fenomeno entoptico (entós ‘dentro’ e optikós ‘del vedere’), si tratta di percezioni visive, macchie di luce, che si generano direttamente all’interno del globo oculare, soprattutto in condizioni prolungate di oscurità. Luminous variations in the city skies (2019), è ad oggi l’ultima animazione, un film realizzato con migliaia di lastre fotografiche degli anni ’50, da noi ritrovate alla Torre della Specola di Bologna: uno sguardo silenzioso verso le stelle e il passato, attraverso l’invenzione – ancora un atto creativo – di un grande scienziato.

    http://www.kinoteka.si
    http://www.kinoteka.si/si/463/748/Animateka_Labirinti_svetlobe.aspx

    PROGRAMMA (durata 70 minuti)

    Il muro di Manfredo Manfredi (Ita, 12’, 1970)
    Il muro riflette sulla condizione dell’arte di fronte alla distruzione della società post-atomica. Attraverso situazioni allegoriche dipinte con suggestive animazioni dai tratti marcati e aspri che prediligono i toni cromatici freddi, il film ritrae con dura rassegnazione lo sguardo e l’impossibilità di un’artista davanti al destino di morte e consunzione di un’intera società.


    Dedalo di Manfredo Manfredi (Ita, 11’, 1976)
    Composto da disegni su carta dai forti contrasti chiaroscurali, il film esprime una tensione metafisica attraverso un raffinato equilibrio grafico e una trama onirica che evidenzia una chiara dimensione autoriale e d’artista.

    Dante. La Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI di Manfredo Manfredi (Ita, 10’, 1997)
    È il canto di Ulisse, ci si trova nell’ottava Bolgia dell’ottavo Cerchio dell’Inferno, il girone infernale dove sono puniti i consiglieri di frode. Realizzato con la tecnica della pittura su vetro.

    Lo spirito della notte di Manfredo Manfredi (Ita, 12’, 2018)
    L’artista ritorna nel suo atelier, di notte. Le fantasie, le inquietudini, i ricordi si sovrappongono e prendono vita, fino all’alba, quando il mondo riprende la routine quotidiana.
    “La notte è spesso intesa come un luogo “altro” dove la mente si avventura nell’approssimarsi del sogno o nella lucida speculazione intellettuale. La notte è spesso un luogo dell’arte ed è a questo spazio fisico e mentale che si rivolge questo breve film” (MM).

    Màcula di Giuseppe Spina e Leonardo Carrano (Ita, 19’, 2018)
    In un indefinito spazio nero emerge a fatica la figura di un essere. Màcula ha contorni vaghi, vive nel buio come può e il suo sistema nervoso è sganciato, acrobatico verso la dissoluzione. Il film è un duello tra luce e buio, tra l’elaborazione di pellicola 35mm e i disegni animati su fondo nero. Il testo e la voce sono di Antonio Rezza, la musica di Ennio Morricone.

    Luminous variations in the city skies di Giuseppe Spina (Ita, 6’, 2019)
    Tra il 1932 e il 1957, alla Torre della Specola di Bologna, fu inventata una tecnologia ottica che rivoluzionò il metodo di osservazione dello Spazio. Una serie di specchi esagonali affiancati l’uno all’altro, vennero posti alla base della torre. Perpendicolare agli specchi venne montata una macchina fotografica mobile, che impressionò migliaia di lastre di vetro, compiendo una rassegna sistematica del cielo zenitale della città. Fu l’astronomo triestino Guido Horn D’Arturo a ideare e realizzare in trent’anni di ricerche lo “specchio a tasselli”, oggi alla base dei telescopi più avanzati.  Le lastre fotografiche – ricche di immagini puntiformi, e oggi di macchie ed emulsioni deteriorate dal tempo – sono state riprese mediante processi di ingrandimento e cinematografate.

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  • Màcula

    On: 8 febbraio 2018
    In: Senza categoria
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    MÀCULA
    Italia 2018, Col, 18’47”, 35mm/HD, v.o. Ita (sub Eng)
    a film by / un film di  Giuseppe Spina e Leonardo Carrano
    animation and cinematographic 35mm processing / animazione e elaborazione 35mm : Giuseppe Spina e Leonardo Carrano
    animation on paper / animazione su carta : Leonardo Carrano
    words and voice / parole e voce : Antonio Rezza
    music / musica : Ennio Morricone
    sound design / suono : Andrea Martignoni
    production / produzione : Giuseppe Spina e Leonardo Carrano
    realized in collaboration with / realizzato in collaborazione con Nomadica & InClouds
    (“Quattro anacoluti per AV” by Ennio Morricone © SUGARMUSIC S.P.A. – Edizioni Suvini Zerboni, Milan)

     

    SINOSSI / SYNOPSIS
    In un indefinito spazio nero emerge a fatica la figura di un essere. Màcula ha contorni vaghi, vive nel buio come può e il suo sistema nervoso è sganciato, acrobatico verso la dissoluzione.
    Il film è un duello tra luce e buio, tra l’elaborazione di pellicola 35mm e i disegni animati su fondo nero.
    Il testo e la voce sono di Antonio Rezza, la musica di Ennio Morricone.

    A figure hardly emerges from an undefined black space. Màcula has vague contours, lives in the darkness as best he can, his nervous system is unhooked, acrobatic toward the dissolution.
    Words and voice are by Antonio Rezza, the music is by Ennio Morricone.

    SCREENINGS:

    Interfilm – Berlino, Nov 2018
    Piccolo Festival d’Animazione – Trieste, Dic 2018
    Lucca Film Festival / Europa Cinema – Lucca, Apr 2019
    Disorder – Eboli, Ago 2019

     

     

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  • Realizzazioni

    On: 2 gennaio 2018
    In: Senza categoria
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    Il concetto di produzione in senso classico non ci appartiene. Nomadica non è una società di produzione, cura e sostiene il lavoro artistico e creativo di autori solitari e radicali attraverso collaborazioni pratiche di vario genere. Svincolato da ogni forma contrattuale l’autore è e resta unico proprietario dell’opera, della quale determina ogni fase e passaggio.
    The notion of production in the traditional sense does not belong to us. Nomadica is not a production company: on the other hand, it supports and takes care of the artistic and creative work of solitary and radical authors through practical collaborations of various kinds. Freed from any contractual form, the author is and remains the sole owner of the work, of which he determines every phase and step.

    Outer Space Itineraries / Nuovi potenti occhi
    pre-produzione video/magazine (in fase di sviluppo)

    Luminous variations in the city skies / Variazioni luminose nei cieli della città
    a film by Giuseppe Spina

    Marco Melani – The Man with the Golden Eye
    un progetto di Chiara Seghetto (in corso)

    Lo spirito della notte
    un film di Manfredo Manfredi

    MÀCULA
    un film di Giuseppe Spina e Leonardo Carrano
    musica Ennio Morricone
    parole e voce Antonio Rezza

    Impressio in-urbe (#1 Bologna)
    italia, 2017, 16’55”, super8/digitale
    un film di Giuseppe Spina
    Produzione:
    Accademia di Belle Arti di Bologna, Nomadica, Home Movies – Archivio Nazionale del film di famiglia

     

     

    cane caro / dog, dear
    ita, 2015, 18′
    regia: Luca Ferri

    Città-Stato (’92-’94), versione 2015
    italia, 2015, 32’00”
    realizzato da Giuseppe Spina

    Jazz for a massacre
    Ita-Pol / 2014 / 00:15:20
    a film by Leonardo Carrano and Giuseppe Spina
    music by Noise of Trouble (Marco Colonna)

    KAPUTT – KATASTROPHE
    italia, 2012, 00:15:50
    regia: Luca Ferri
    musiche: Dario Agazzi

    el tiempo del no tiempo
    Messico/Italia, 2013, 44’00”
    realizzato da Giuseppe Spina e Giulia Mazzone

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  • workshop VII (b): Leonardo Carrano

    On: 17 maggio 2016
    In: Senza categoria
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    carrano_wall
    workshop VII B _ Leonardo Carrano
    Come l’ala di una farfalla
    workshop di lavorazione su pellicola 35mm e animazione sperimentale
    • con la collaborazione di Giuseppe Spina •
    durata 3 giorni _ 29.30.31 luglio 2016 _ Villa Aragona-Cutò, Bagheria, Palermo

    all’interno di

    12711057_1567939590191705_6898677250441008674_o

    Lungo le tre giornate di ANIMAPHIX – Festival Internazionale del Film d’Animazione, un laboratorio di teoria e lavorazione su pellicola tenuto da Leonardo Carrano, artista di cinema d’animazione sperimentale che ha creato uno stile unico nel suo genere, in grado di fondere linguaggi e metodologie diverse che passano costantemente dal dato concreto all’astrattismo, unendo la musica alle più innovative tecniche di animazione.

    During the three days of ANIMAPHIX – Animation Film’s International Festival, a workshop of theory and processing on film held by Leonardo Carrano, animated experimental cinema’s artist who’s created a unique style in its kind, able to merge different languages and methodologies that pass costantly from the concrete data to abstractionism, combining the music with the most innovative animation techniques.

    29 Luglio, ore 10.00 / 18.00 (con pausa pranzo)
    Si ripercorreranno le fasi della storia del cinema d’animazione più legate alla sperimentazione, con proiezioni ed approfondimenti.

    30 e 31 Luglio, ore 10.00 / 18.00 (con pausa pranzo)
    Le due giornate saranno dedicate alla scoperta e all’elaborazione pratica delle tecniche di lavorazione e i partecipanti sperimenteranno in prima persona il lavoro su pellicola 35mm. Saranno forniti tavoli luminosi e l’attrezzatura necessaria per la lavorazione.
    Inoltre
    il 30 Luglio, dal programma del festival >
    dalle ore 11.00 alle 12.30 > Master Class di Andrea Martignoni: Animazioni e paesaggi sonori.
    alle ore 21.00 proiezione > Jazz for a Massacre, un film di Leonardo Carrano e Giuseppe Spina, Ita-Pol / 2014 / 15min
    (con la presenza degli autori)
    Selezionato in decine di festival e in competizione ad Annecy 2015, il film ha ricevuto il premio come migliore opera al Lucca Film Festival 2015.
    Qui altre info sul film: http://www.nomadica.eu/jazz/

    •••
    “Il cinema d’animazione sperimentale è un ibrido che sconfina tra cinema, pittura e fotografia, ed è quindi una materia illuminante su tutte queste arti”.
    L.C.
    •••
    “Una pazza giocosa inconsapevolezza non tanto di giocare a fare Dio ma di giocare a essere l’ala di una farfalla, una porzione minima che un soffio
    sembrerebbe poter scompaginare. … alcune delle immagini più forti sono quelle che durano mezzo secondo,
    e che tu non puoi non sentire in quel momento, quando si sta disperdendo un lavoro così colossale.
    Come se lì fossero celate più che manifestate delle tracce di qualsiasi grande artista.”

    (enrico ghezzi a proposito del lavoro di L.C.)


    – INFORMAZIONI UTILI –

    >> il workshop è aperto a tutti e non richiede alcuna competenza specifica
    >> tutti i materiali necessari saranno forniti da Nomadica
    >> i partecipanti al laboratorio saranno accreditati e potranno seguire il Festival ANIMAPHIX

    Per seguire il festival
    http://www.animaphix.com/

    Dove
    Villa Aragona-Cutò, via Consolare Pompea, Bagheria – Palermo  _ Vai a Maps

    Iscrizioni
    Numero max di partecipanti: 20
    Costo: 100 €

    Riserve
    E’ possibile disdire l’iscrizione ed essere rimborsati fino a 5 giorni prima dell’inizio del seminario. Ciò dovrà avvenire per iscritto attraverso e-mail. Saranno trattenute 40 € per le spese di segreteria.

    Per info e iscrizioni
    info@nomadica.eu

    Segui il gruppo su facebook
    https://www.facebook.com/groups/696398657142158/

    Vedi tutti i seminari di Nomadica
    http://www.nomadica.eu/atelier/

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    Biografia di Leonardo Carrano
    Leonardo Carrano nasce a Roma nel 1958. Pittore e incisore, nel 1980 vince il premio Lubiam assegnatogli dal maestro Renato Guttuso. Dal 1992 si occupa di cinema d’animazione sperimentale; i suoi lavori, frutto della combinazione di tecniche e linguaggi diversi, tutti sperimentali e a metà strada fra astratto e referenziale, sono presto notati dalla critica e selezionati in importanti festival in Italia e all’estero (Venezia, Locarno, Montreal, Annecy, Parigi, Zagabria, etc). Le sue animazioni sono state mandate in onda più volte in alcuni programmi RAI, “Blob cartoon” e Fuori Orario. Nelle sue realizzazioni Carrano si è sempre avvalso della collaborazione di compositori noti ed apprezzati come Sylvano Bussotti, Giorgio Battistelli, Ennio ed Andrea Morricone. Su Leonardo Carrano e Aeterna: http://www.nomadica.eu/leonardo-carrano/

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    Biografia di Giuseppe Spina
    Cineasta, si occupa di ricerca cinematografica, sperimentazioni varie, suoni, scrittura. Dirige le ricerche e l’organizzazione del circuito internazionale itinerante di cinema e arti cinetiche – “NOMADICA”. http://www.nomadica.eu/giuseppe-spina/

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