
11 e 12 novembre, Carte blanche à Nomadica, Rencontre 2014 Bandits-Mages
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Nulla a (che) vedere
durata 3 giorni _ 6.7.8 Marzo 2015
+ proiezione Cineteca di Bologna (6 Marzo)
in collaborazione con
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Dall’immagine al cinema, dal blob al found-footage/object trouvé al blob, alle varie possibilità di (oltrepassare la) programmazione, alla contemporaneità dei festival. Da Duchamp, Debord, Rossellini alla ricerca nel/del cinema. Perdersi dentro il pensiero del cinema e s-velare come esso diventi costantemente altro.
enrico ghezzi, pensatore-visionario, filosofo del cinema, delle arti, del pensiero. Ha creato opere mediatiche come Blob e Fuori Orario cose (mai) viste, ha diretto festival cinematografici innovativi.
From image to cinema, from blob to found footage/object trouvé, various possibilities of (trepassing the) screening, festival’s contemporaneity. From Duchamp, Debord, Rossellini to the research in/of cinema. Get lost inside the cinema’s thought and reveal how costantly becomes something else.
enrico ghezzi, visionary thinker, philosopher of cinema, of arts, of thought. He created media works like blob and Fuori Orario cose (mai) viste, he also directed innovative film festivals.
– programma –
Con la realtà, il cinema non ha nulla a che vedere. Prezioso monumento archeologico del vedere e del vedersi, pietra lunare della malinconia e dell’incontrarsi, da più di mezzo secolo il cinema è stato considerato morto ucciso dai sicari che siamo ‘noi’, oppure da sempre arrivato e bloccato su un binario morto.
6 M A R Z O, ore 10.00 – 17.00 (con pausa pranzo) – Spazio Menomale, via de’ Pepoli 1/a
MI E’ SEMBRATO DI VEDERE UN GATTO Si è mosso? è passato davvero dentro gli occhi del gatto? Il cinema nonostante gli scossoni e i detour resta lì, pallone quadrato difficile da far rotolare.
– ore 18.00, Cineteca di Bologna
BOXING GYM di Frederick Wiseman
Usa, 2010, 91′
con la presentazione di enrico ghezzi.
7 M A R Z O, ore 10.00 – 17.00 (con pausa pranzo) – Spazio Menomale, via de’ Pepoli 1/a
DETOUR Vite dei Cineasti, Uomini Con (SENZA) la Macchina da Presa, chaplin hitchcock vertov vigo ulmer e altri cineasti ‘apolidi’. I padri renoir e rossellini platone e democrito. E cosa accade nei primi metri/istanti in cui l’ultimo ‘stato’ del cinema esce dalla fabbrica (Lumière).
8 M A R Z O, ore 10.00 – 17.00 (con pausa pranzo) – Spazio Menomale, via de’ Pepoli 1/a
SATANTANGO – HEREMIAS – TREE OF LIFE – e DEBORD L’avvenire a memoria. Il cinema memoria del futuro. Cinema e tv, acquario di quello che manca. Il cinema costretto a declinarsi al presente. I tentativi di non entrare nel palindromo, o di uscire dallo spettacolo. Wiseman e DeOliveira. La magnifica ossessione. kafka e la macchina bloccata.
Note
– nel corso delle tre giornate, molti film e scene e frammenti (e rarità) si vedranno, (s)fondo permanente o controcanto ossessivo.
– gli incontri avranno un’impostazione “circolare” e non frontale, ciò per favorire quanto più lo scambio e la condivisione e non supporre gerarchie di sorta.
– l’ingresso alla proiezione presso la Cineteca di Bologna è compreso nella quota di iscrizione.
– INFORMAZIONI UTILI –
Dove
I seminari si terranno presso la SalaNomadica | SpazioMenomale, in via de’ Pepoli 1/a, Bologna _ Vai a Maps
Costi iscrizione
• intero • 200 €
• promozione per iscrizioni al seminario di enrico ghezzi entro il 22 febbraio 2015 • 180 €
• promozione per iscrizioni ai due seminari (enrico ghezzi e Franco Piavoli) • 350 €
Riserve
E’ possibile disdire l’iscrizione ed essere rimborsati fino a 5 giorni prima dell’inizio del seminario. Ciò dovrà avvenire per iscritto attraverso e-mail. Saranno trattenute 40 € per le spese di segreteria.
Se ci si fosse iscritti a entrambi i seminari e se ne volesse disdire uno, sarà rimborsato il 50% della quota versata, trattenendo 40€ per le spese di segreteria.
Per info e iscrizioni
info@nomadica.eu
Ufficio stampa
Luciana Apicella
luciana.apicella@gmail.com
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Scrivere fuori contesto, fuori luogo, fuori dal luogo della scrittura stessa. Creare come ricerca continua e oltre-confine, dando spazio agli scambi umani e profondi. Una serie di seminari e workshop, finalizzati alla diffusione di un “pensiero altro” dell’immagine in movimento, del cinema come del teatro, dell’arte, delle “realtà” ed esperienze. Dopo centinaia di proiezioni e incontri, ruotiamo l’attenzione dallo schermo all’autore e al suo pensiero, dal film all’esperienza. Si darà la rarissima opportunità di conoscere a fondo autori, scrittori, filosofi, cineasti, maestri, e di scoprirne i segreti, le tecniche, entrando in stretto contatto con la loro visionarietà, la fantasia, il loro mondo. E’ un percorso che condurrà tra gli infiniti e nascosti sentieri della ricerca – italiana e non – in modo svincolato e non accademico.
Writing out of context, out of place, out of the place of writing itself. Creating as continous research and beyond-border, giving space to deep human exchanges. A series of seminars and workshops, aimed at disseminating an image-mouvement’s outer-thought, of cinema as of theater, of art, of “reality” and experiences. After hundreds of screenings and encounters, we turn the attention from the screen to the author and his thought, from film to experience. Will be given the rare opportunity to deeply know authors, writers, philosophers, filmmakers, masters, and to discover their secrets, the skills, entering into close contact with their world of fantasy. It’s a way that will lead through the endless and hidden tracks of research’s paths (italian or not) untied and not academical.
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Ogni Domenica, ore 20.30 – Piazza Orsini n. 1 – Benevento – Vai a Maps
LabUS è un atto di resistenza. A LabUS è in atto una resistenza.
LabUS è tenuto in piedi da alcuni individui che da anni si fanno beffe della fotografia, del cinema, della musica, delle arti grafiche ma soprattutto della vita.
Labus è un progetto dell’associazione culturale Uscita di Sicurezza. // segui su FB
Ogni domenica, a partire dal 9 Novembre 2014, LabUS ospita gli eventi e gli autori proposti da Nomadica.
Il cinema è già cambiato… non fidatevi di chi vi parla di crisi. E’ in crisi il vecchio cinema, quello stantio, fatto con i mezzi e le idee di 100anni fa. E’ in crisi per chi non ha la possibilità di vedere e vive nella tristezza di economie ormai superate. Il cinema contemporaneo si muove nel sottosuolo, bisogna trovarlo. gs


Lo Studio di Monte Olimpino, Laboratorio di cinema di ricerca, nasce nel 1962, nella località omonima, vicino Como, per iniziativa di Bruno Munari e Marcello Piccardo.
“Sulla collina di Monte Olimpino, negli anni fra il 1962 e il 1972, con Bruno Munari e i miei cinque figli, ci siamo reinventato il cinema (come produrre realizzare e distribuire un film), e finalmente abbiamo scoperto il cinema fatto dai bambini”. (Marcello Piccardo, La collina del cinema, Nodo Libri – Como)
Per circa dieci anni lo Studio di Monte Olimpino, poi diventato Laboratorio, in seguito ampliato in Cineteca, infine Cooperativa di Monte Olimpino, rappresenterà un luogo distintivo della ricerca cinematografica in Italia.
In questo periodo lo Studio produrrà e realizzerà una cinquantina di film – quasi tutti assai brevi, più un lungometraggio conclusivo – suddivisibili in due gruppi diversi: film di ricerca e film d’informazione pubblicitaria.
Sintesi fulminea di tutto il lavoro di cinema prodotto dallo studio
vai al sito dello Studio di Monte Olimpino
BRUNO MUNARI
Autobiografia di Bruno Munari
Quello nato a Milano nel 1907
Quello delle Macchine inutili del 1930
Quello dei nuovi libri per bambini del 1945
Quello dell’Ora X del 1945
Quello delle Scritture illeggibili di popoli sconosciuti del 1947
Quello dei Libri illeggibili del 1949
Quello delle Pitture negative-positive del 1950
Quello delle Aritmie meccaniche del 1951
Quello delle Proiezioni a luce polarizzata del 1952
Quello delle fontane e dei giochi d’acqua del 1954
Quello delle Ricostruzioni teoriche di oggetti immaginari del 1956
Quello del Portacenere cubico del 1957
Quello delle Forchette parlanti del 1958
Quello del design
Quello delle Sculture da viaggio del 1958
Quello dei Fossili del Duemila del 1959
Quello delle Strutture continue del 1961
Quello delle Xerografie originali del 1964
Quello degli Antenati del 1966
Quello del corso di design alla Harvard University USA del 1967
Quello della Flexy del 1968
Quello della grafica editoriale Einaudi
Quello dell’Abitacolo del 1971
Quello dei Giochi didattici di Danese
Quello dei colori nelle Curve di Peano del 1974
Quello dei Messaggi tattili per non vedenti del 1976
Quello dei bonsai
Quello dei Laboratori per bambini al museo del 1977
Quello delle rose nell’insalata
Quello della lampada di maglia
Quello dell’Olio su tela del 1980
Quello dei Filipesi del 1981
Quello dell’Alta tensione del 1991
Quello degli Ideogrammi materici del 1993
Quello premiato col Compasso d’Oro,
con una menzione onorevole
dall’Accademia delle Scienze di New York
e quello premiato dalla Japan Design Foundation
“per l’intenso valore umano del suo design”
Quello del premio Andersen per il miglior autore per l’infanzia
Quello del premio Lego
(da www.brunomunari.it)
MARCELLO PICCARDO