• Immagine ovvia e nuovo simbolo – Nato Frascà

    On: 19 Dicembre 2016
    In: Senza categoria
    Views: 0
     Like


    Immagine ovvia e nuovo simbolo

    Cinema – Arte – Segno in Nato Frascà

    Lunedì 21 novembre – ore 14.30
    Accademia di Belle Arti, Bologna
    a cura di Nomadica
    con la collaborazione di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Archivio Nato Frascà,
    Accademia delle Belle Arti di Bologna
    Nell’ambito di “Archivio Aperto 2016 – Home Movies” e del Festival “Meta-Cinema 2016”.

    Giornata di studio dedicata alla figura di Nato Frascà, in occasione dell’istituzione del Fondo Audiovisivo Nato Frascà, depositato presso Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia. Poliedrica figura d’artista, filmmaker, scultore, scenografo, Nato Frascà (1931-2006) ha attraversato tutte le stagioni artistiche della seconda metà del XX secolo. Durante l’incontro verranno proiettati materiali inediti e il film Kappa (47′, 1965-1966).

    Study day dedicated to Nato Frascà, on the occasion of the istitution of Nato Frascà’s audiovisual fund, depositated at Home Movies – Family Film’s national archive. Polyhedral artist figure, filmmaker, sculptor, scenographer, Nato Frascà (1931-2006) went through all the artistic season’s of the second half of the twentieth century. During the encounter will be screened Kappa and other unreleased materials.

    Nato Frascà (Roma 1931-2006) è stato pittore, scultore, filmmaker, scenografo, architetto, designer e docente. Autentica personalità di “rinascimentale” poliedricità, ha esordito negli anni ’50 con opere di carattere espressionistico e, in seguito, informale. Fondatore, sotto l’egida di G. C. Argan, del Gruppo 1 negli anni ’60 (con Uncini, Carrino, Santoro, Pace e Biggi), ha poi proseguito la sua ricerca artistica isolatamente come l’aveva iniziata. Nel 1965-66 ha realizzato il suo film sperimentale Kappa, nel 1978 Soglie e, negli anni ’60, una serie di documentari per la RAI, tra cui lo straordinario Céline, viaggio al centro del delirio. Ha collaborato con registi del calibro di M. Antonioni, Dino e Nelo Risi, L. Visconti. Negli anni ’70 ha continuato la sua ricerca artistica, con mostre in tutta Europa, orientandosi verso una ricognizione dei Miti. Dalla metà degli anni ’80 alla fine degli anni ’90, la sua attività pubblica si è rarefatta per concentrarsi sugli aspetti didattici nell’ambito del suo insegnamento di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, sulla parallela formulazione della Psiconologia o Psicologia dell’Icona e la sperimentazione dello Scarabocchio degli adulti. Frutto di questi studi e della sua intera esperienza artistica è il libro L’Arte. All’ombra di un’altra luce, Roma 1998. (Nato Frascà su Wikipedia)
    In generale hanno scritto di lui, fra i principali: G. C. Argan, Pierre Restany, N. Ponente, M. Calvesi, E. Crispolti, L. Caramel, M. Volpi, L. Trucchi, G. Appella, G. dalla Chiesa.
    Sue opere sono nelle più importanti collezioni permanenti, come ad esempio nella GNAM e nel MACRO di Roma, al Museo d’Arte Contemporanea di Genova, alla GAM di Torino, alla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri. Il “Fondo Audiovisivo Nato Frascà”, è stato creato grazie alla collaborazione di Nomadica – circuito per il cinema di ricerca, Archivio Nato Frascà e Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Bologna, presso cui è depositato.


    dalle ore 14.30

    – Saluto istituzionale del Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, prof. Enrico Fornaroli

    a seguire interventi di:
    – Prof. Piero Deggiovanni (docente di Storia e Teoria dei Nuovi Media, Accademia di Bologna)
    – Paolo Simoni e Mirco Santi (Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia)
    – Giuseppe Spina (Nomadica – circuito per il cinema di ricerca)
    – Prof. Eclario Barone (docente di Pittura, Accademia di Belle Arti di Firenze)
    – Stefano Romanelli (Archivio Nato Frascà)

    tra gli interventi verranno mostrati dei materiali inediti in 8mm, girati e non montati da Nato Frascà – durata 30′ circa (dal Fondo Audiovisivo Nato Frascà)

    a seguire proiezione:
    KAPPA di Nato Frascà – Italia, 47′ (1965-66)
    scritto e diretto da: Nato Frascà / fotografia: Alberto Grifi / supervisione al sonoro e musiche originali: Aldo Clementi / organizzazione: Bruno Frascà / con: Giovannino Zanardo, Fabrizio Clerici, Mariella Lotti, Marcella Mariani Rossellini, Dina Sassoli.

    “Kappa è il viaggio senza categorie spaziali e temporali di ognuno di noi. Ho registrato e utilizzato gli ’ingredienti visivi e sonori’ della nostra civiltà, affollando l’opera per tentare di costituire delle associazioni mentali al limite della saturazione, provando a costringere lo spettatore a dilatare il suo recipiente fruitivo a nuove capacità volumetriche.” – Nato Frascà, dai materiali dell’Archivio Nato Frascà

    “Kappa è il viaggiatore che raccoglie materiale vivo utilizzando se stesso come obbiettivo per provocare nel campo circostante reazioni, sconcerti, per registrare luoghi e persone da cogliere in flagrante delitto di esistenza. Durante le due settimane di riprese sono stati impiegati vari tipi di test e si è operato incrociando il metodo del cinema varietè alle strutture dello psicodramma. Solo durante il montaggio mi sono accorto della implacabile azione di transfert avvenuta. Gli altri come specchio deformato di noi stessi (alibi di negazione). E gli schemi, i meccanismi archetipi che si articolano a condizionare i mezzi espressivi. Da qui la conseguente necessità di scritture (e quindi di letture) parallele della opera che muovendosi nell’area del metalinguaggio dà si informazioni su alcune strutture generali della mitobiologia, ma, attraverso di esse, ci raggiunge infallibilmente nei nostri giacigli per ribaltarci come soggetti autoanalizzanti. Ma, a che servirebbe esprimersi se non fosse questo il mezzo e il luogo stesso per conoscersi?” – Nato Frascà in Arte e Cinema, Per un catalogo di cinema d’artista in Italia, 1965/1977, a cura di Vittorio Fagone, Centro Internazionale di Brera, Marsilio Editori 1977

    Read More
  • Même père même mère

    On: 21 Giugno 2015
    In: Senza categoria
    Views: 0
     Like


    Même père même mère (un film de voyage)

    Burkina Faso – Francia – Italia, 2007, 80’
    Lingua francese, more, italiano (sottotitoli: Ita, Fra, Eng, Spa)
    Formato in ripresa 16mm, dv
    Formato in proiezione file digitale
    Produzione malastrada.film, SACRE, 760 co-produttori in PdB
    Un film di Giuseppe Spina, Julie Ramaioli, Alessandro Gagliardo

    ITA
    Même père même mère è l’affresco soggettivo di uno stato africano, è una ricerca dell’essere che passa attraverso la congiunzione del movimento-cinema al movimento-viaggio e viceversa. La spinta è impulsiva, niente è costruito in ripresa, tutto è mostrato come un flusso continuo di immagini, di segni, di parole sparse. La costruzione di montaggio non è che un processo di riconoscimento e di organizzazione del materiale raccolto. L’immagine è scomposta in base a un sentire che non vuole tendere mai ad estetismi, ma che nasce come sola trasposizione d’istinti. Gli autori del film si racchiudono in un’unica figura, quella d’un viaggiatore, la voce di Thomas Sankara è reinventata, riscritta, reinterpretata in base al dubbio di un uomo, di un paese o della storia stessa.
    Questo film è stato realizzato con la partecipazione di 760 co-produttori, grazie ai quali i tre autori del film sono andati in Burkina Faso per un mese di riprese, per poi proseguire il lavoro sul film a Marseille ospiti del SACRE (Studio Autonome du Cinema de Recherche)

    ••••

    “Mi allontano dalla terra, dai luoghi ben conosciuti, dalle forme, dalla stesso impianto prospettico. Una voce mi insegue, forse la mia, forse quella di un paese. Arrivo in Burkina Faso, vago per le sue città, cerco di colmare il mio distacco dalle cose, dalla gente, di fermare i miei sensi, per vedere. Ma la rigidità delle differenze culturali e delle sue corruzioni, la sconosciuta schizzofrenia dei luoghi, mi imprigionano conducendomi ad uno stallo mentale che si trasforma in malattia, in allucinazione. Lentamente mi disintossico e accompagno Dario, uno dei miei compagni di percorso, in un villaggio del sud. Inizio ad aprire gli occhi e a rendermi conto di ciò che è celato in profondità, e nello stesso istante non vedo più l’uomo che mi sta davanti: le voci si confondono, le mie immagini si frantumano. La storia, la rivoluzione, il movimento di un paese, il suo pensiero, il monolite della tomba deserta di Thomas Sankara. Scappo dall’inferno di Ouagadougou, verso il nord, supero la tempesta e tutto diventa rarefatto. Incontro allora l’essere umano, ne sento la morte della sua storia, della sua politica, ne sfioro la calma sabbia del deserto”. Giuseppe Spina

    “Un film poetico, rivoluzionario, eccitante e disperato..” (Roberto Silvestri – Alias – Il manifesto 3 maggio 2008)

     

    Best film, flEXiff 2008, Sidney
    > Best film, Levantefilm Festival 2008, Bari
    Valsusa Film Festival (Torino)
    I Milleocchi (Trieste)
    Festival Cinema africano, Asia, America latina (Milano)
    Tekfestival (Roma)
    e decine di altri spazi di diffusione alternativi

    __ ENG _

    Même père même mère (a road movie)

    Burkina Faso – Francia – Italia, 2007, 80’
    language french, more, italian (subtitles: Ita, Fra, Eng, Spa)
    shooting format 16mm, dv
    screening format betacam sp, dv, dvd
    production malastrada.film, SACRE, 760 co-produttori in PdB, ArcoirisTv
    a film by Giuseppe Spina, Julie Ramaioli, Alessandro Gagliardo

    Même père même mère is the subjective fresco of an African state, it’s an existential research that moves from the conjunction of cinema as movement to travel as movement and vice-versa. It follows an impulsive drive, none of the shots are built, everything is shown as a continuous flow of images, signs, random words. The editing process is nothing but a recognition and organization of the collected footage. The image is broken down according to an emotion that never aims toward aesthetics but toward the transposition of instincts. The authors of this film are enclosed in one figure, a traveler, the voice of Thomas Sankara has been reinvented, rewritten according to the uncertainty of a man, a country or history itself.

    This film has been realized with the participation of 760 co-produces thanks to whom the three authors were able to go film in Burkina Faso for a month and then proceed working on the film in Marseille hosted by SACRE (Studio Autonome du Cinema de Recherche).

    Best film, Sixth and the last experimental international film festival 2008, Sidney
    Best film, Levantefilm Festival 2008, Bari

    __ FRA _

    Même père même mère (un film de voyage)

    Burkina Faso – Francia – Italia, 2007, 80’
    Langue originale Français, More, Italien
    Format de tournage 16mm, dv
    Format de masterisation betacam sp, dv, dvd
    Production malastrada.film, SACRE, 760 co-produttori in PdB, ArcoirisTv
    un film de Giuseppe Spina, Julie Ramaioli, Alessandro Gagliardo

    Même père même mère est une fresque subjective d’un état africain, c’est une recherche de l’être qui passe au travers de la conjonction d’un mouvement cinéma à un mouvement voyage et vice et versa. L’élan est pulsion. Rien n’est construit au moment de la prise de vue, tout est montré comme un flux continu d’images, de signes de parole éparses. La construction du montage n’est pas un processus de reconnnaissance et d’organisation du materiel. L’image est décomposée à partir du sentir qui ne veux jamais tendre a de l’esthétisme, mais qui nait comme seule transposition de l’instinct. Les auteurs du film se retrouvent dans une seule figure, celle d’un voyageur, la voix de Thomas Sankara est réinventée, réecrite, réinterprétée à partir du doute d’un homme, d’un pays ou de l’histoire même.

    > Best film, Sixth and the last experimental international film festival 2008, Sidney
    > Best film, Levantefilm Festival 2008, Bari

    Read More
  • Città – Stato

    On: 21 Giugno 2015
    In: Senza categoria
    Views: 0
     Like

    Città-Stato (’92-’94), versione 2015
    Italia, 2015, 00:32:00
    produzione Nomadica
    un film di Giuseppe Spina
    musica Paolo Aralla

    Tra il 1992 e il 1994, mentre in Italia la magistratura cercava di colpire la corruzione politica e imprenditoriale, in Sicilia imperava una situazione di caos allucinato e di morte. La “città-Stato” era il luogo di sperimentazione politica ed economica, un laboratorio dei metodi di prevaricazione sulla Legge.
    E’ la quinta fase di rielaborazione di un archivio S-VHS girato in quel periodo, presentata al Festival Regards sur le cinéma du monde – Paris/Rouen, 2016 in cui ha ricevuto la Menzione speciale della giuria
    Le quattro precedenti versioni sono state appositamente realizzate e presentate a: Semaine Asymétrique / Polygone etoile – Marsiglia, 2008; Invideo – Milano, 2009; Lucca Film Festival, 2011; I milleocchi – Trieste, 2012.

    locandina_CS_


    C i t t à – S T A T O (versione 2011)

    Italia, 2011, 00:34:00
    Lingua siciliano, italiano (sottotitoli: Ita, Fra, Eng)
    Formato in ripresa S-VHS (operatori sconosciuti)
    Formato in proiezione HD
    produzione Nomadica
    un film di Giuseppe Spina

    Nei primi anni novanta il mondo era arrivato alla “fine della storia”, così predicavano le versioni più ingenue del mito ideologico della globalizzazione. Crollata l’Urss del capitalismo di stato, imboccata in Cina la via asiatica dello sviluppo accelerato votato all’esportazione, nulla sembrava più opporsi al trionfo universale del capitale. Il mondo era libero: democrazia, libero commercio, integrazione economica incalzavano i vecchi confini e le logiche arcaiche degli Stati. Il mondo era piatto: trasporti e rivoluzione informatica nelle comunicazioni annullavano le distanze, nasceva un unico mercato globale dove tutti potevano mettersi in competizione. Il mondo era nuovo: la tecnologia, i servizi, la nuova finanza, rimpiazzavano le logiche obsolete dell’industrialismo. Nel sud Europa vige ancora oggi la forza di una vera e propria “città-Stato”, mezzo determinante alla macchina di potere sovranazionale. Qui gli uomini di partito e i mafiosi, i sindacalisti e gli imprenditori, i prefetti, i questori, i cardinali, camuffano il disordine con l’ordine, continuando una secolare gestione sperimentale della vita delle masse, basata su furto e corruzione, mentre le pratiche mondiali si susseguono uguali a se stesse: guerra, crisi, titoli tossici immessi nel mercato, iniezioni di liquidità monetaria, sfruttamento dell’uomo sull’uomo. La “città-Stato” continua la sua marcia al di là di tutto, dentro tutto. Negli anni l’oblio viene imposto tra la gente, ma la storia non si è mai congedata e un brusco risveglio ci attende tutti.

    Anticipazioni a Città-Stato

    sperimentazione e ricerca di Giuseppe Spina
    Italia, 2008, 00:26:36

    La prima fase di sperimentazione low-fi sul materiale di Città – STATO – presentati alla Semaine Asymétrique di Marsiglia e al Sulmona Film Festival del 2008. Queste “anticipazioni” segnano un primo approccio di ricerca nella creazione di una mitologizzazione di elementi sociali contemporanei. Dalla durata media di circa 3 minuti le “anticipazioni” a città-Stato si pongono come “rivelazioni” dell’aspetto inconscio dei meccanismi di dominio, come una sorta di radiografia tridimensionale dell’inconscio del Potere. Alla base c’è un rapporto, anche materico, col materiale d’archivio S-VHS, risalente agli anni 1992-1994, anni cruciali per la nazione italiana.

    Anticipazioni a Città-Stato#2

    sperimentazione e ricerca di Giuseppe Spina
    Italia, 2009, 00:09:51

    Seconda fase di lavoro per la realizzazione di Città – STATO. Sviluppati tra marzo e giugno del 2009, sono un passaggio ulteriore verso la profondità del Potere. Rispetto alla prima fase c’è una rielaborazione più estrema del materiale d’archivio S-VHS e una fuoriuscita da esso, verso materiale altro: la città-STATO si manifesta così ben oltre la rappresentazione dell’Italia degli anni 92-94.

    Read More
  • “Lampi” di Claudio Capanna

    On: 1 Aprile 2015
    In: 2014/2015
    Views: 1407
     Like

    Bologna, 15 aprile 2015, ore 21.00 – Modo Infoshop, via Mascarella 24/b
    in collaborazione con Libreria ModoInfoshop

    “LAMPI. La fotografia vista dall’occhio dei grandi del cinema.”
    un testo di Claudio Capanna
    intervengono Claudio Capanna, Francesco Cattaneo, Alice Cesari e Giuseppe Spina

    Kiarostami_snow002_nomadica

    Cos’hanno in comune Andrej Tarkovskij, Stanley Kubrick, Wim Wenders o Leni Riefenstahl, oltre al legame indissolubile per il cinema? Questi autori sono stati in momenti e forme diverse, anche fotografi e hanno spesso lasciato la loro impronta sulla storia di questa moderna forma d’arte.
    Il regista – fotografo è un esule, in fuga dai complessi sistemi produttivi della macchina cinema. Egli trova rifugio sicuro nella fotografia, arte solitaria e poetica, fumosa e astratta come gli scatti di Luigi Ghirri o le poesie di Tonino Guerra.

    Questo libro è formato da una serie di saggi, apparsi in modo non continuativo sulle riviste “Carte di Cinema” e “Rifrazioni – dal cinema all’oltre” tra il 2007 e il 2013. Il testo si propone di approfondire il legame tra arte cinematografica e fotografia, ed in particolare di analizzare il lavoro di alcuni grandi cineasti che hanno dedicato una parte della loro carriera (e in alcuni casi della loro vita privata) alla fotografia.
    Nasce così la figura del regista – fotografo, che si trova ad affrontare le specifiche tecniche ed artistiche di due forme di comunicazione complesse e fondamentali nel panorama sociologico e antropologico degli ultimi due secoli.

    Claudio Capanna nasce a Roma nel 1980. Si laurea in cinema e inizia nel 1999 a realizzare documentari e cortometraggi, presentati in vari festival internazionali. Nel 2006 si sposta a Parigi e studia cinema documentario presso gli Ateliers Varan. Successivamente viaggia in Sud America e Africa centrale e lavora per conto di ONG, come fotografo e regista. Dal 2008 ad oggi ha collaborato con alcuni grandi network televisivi europei, come Arte France, RSI, SF , SVT, Sky Italia, Rai News 24. Nel 2012 realizza, con Chafik Allal, il film Bateau Ivre che è stato proiettato alla Cineteca di Bologna e ha vinto diversi premi in festival europei ed africani. Attualmente vive a Bruxelles, lavora presso la televisione pubblica belga (RTBF), e contemporaneamente realizza un documentario sul mondo dei bambini prematuri.

    Francesco Cattaneo è ricercatore in Estetica presso l’Università di Bologna, dove tieni i corsi di Estetica e Poetica e Retorica. Si occupa principalmente di problemi della filosofia tedesca tra Otto- e Novecento e ha pubblicato i libri Luogotenente del nulla. Heidegger, Nietzsche e la questione della singolarità (Bologna, Pendragon, 2009) e La potenza del negativo. Saggi sulla storicità dell’esperienza (Bologna, Pendragon, 2010); inoltre, ha co-curato il numero monografico della rivista “Chora” dedicato a Il nichilismo e il problema del nulla (2008), il numero monografico della rivista “Studi di Estetica” dedicato ad Anceschi e gli specchi dell’estetica (2013) e i volumi I sentieri di Zarathustra (Bologna, Pendragon, 2009), Domandare con Gadamer. Cinquant’anni di “Verità e metodo” (Milano/Udine, Mimesis, 2011) e Da quando siamo un colloquio. Percorsi ermeneutici nell’eredità nietzschiana (Roma, Aracne, 2011). Si occupa anche di estetica del cinema, nel cui ambito ha pubblicato Terrence Malick. Mitografie della modernità (Bergamo/Pisa, Edizioni di Cineforum/ETS, 2006) e curato Werner Herzog, Incontri alla fine del mondo. Conversazioni tra cinema e vita (Roma, Minimum Fax, 2009). Collabora con le riviste “Estetica. Studi e ricerche”, “Studi di Estetica”, “Cineforum” e “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre”.

    Alice Cesari – Bologna, 1986 // Artista visiva interessata all’intersezione fra un approccio analogico alla fotografia, alla visione, ai materiali, con la trasversalità dei nuovi media e il loro influsso sul corpo sociale. La ricerca si estende nel campo dell’installazione, del suono, della videoarte. Ha studiato filosofia all’Università di Bologna, è consigliere con delega alla cultura nel comune di Molinella, lavora nel campo della comunicazione visiva.

    Read More
  • Jazz for a massacre – best film al LuccaFF 2015

    On: 21 Marzo 2015
    In: 2014/2015
    Views: 1860
     Like

    JAZZ FOR A MASSACRE di Leonardo Carrano e Giuseppe Spina vince il concorso come miglior cortometraggio sperimentale al Lucca Film Festival 2015.

    Read More