• News / Eventi

    On: 10 Giugno 2013
    In: Senza categoria
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  • Francesco Selvi

    On: 12 Marzo 2013
    In: Senza categoria
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    L’attesa

    Italia, 2011, 00:10:20
    produzione La Furia
    fotografia Luca Nervegna
    sceneggiatura Francesco Selvi
    regia Francesco Selvi

    C’ero una volta io, che ero un re.
    Ricordo, serbo ancora memoria del mio regno, dei miei sudditi.
    Loro, i miei sudditi, infidi e fedeli, savi e ignoranti, tutti morti.
    Io nulla posso, ora.
    Una sola croce. Stanno tutti là sotto. Ma non importa, non patisco, non provo rimorsi, né la tenebra mi afferra se chiudo gli occhi. Né ora né mai.

    Una corte i cui ritmi sono dettati da azioni senza senso, reiterazione di idiozie, nani canterini, partite a scacchi infinite, cene all’ingozzo, scandite da una musica che ci porta ad uno stato di trance dove si riuscirà forse (e finalmente!) a perdere il controllo del lobo frontale soggiogatore per raggiungere il piacere puro della visione.

    Leggi l’articolo La musica di Iannis Xenakis in L’attesa di Francesco Selvi del M° Dario Agazzi – Rapporto Confidenziale, 09 febbraio 2017

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    Ecco

    Italia, 2010, 00:04:00
    produzione La Furia
    soggetto Federico Fiumi
    sceneggiatura Francesco Selvi, Luca Nervegna
    fotografia Luca Nervegna
    regia Francesco Selvi

    Che altro è la vita se non azioni, ogni giorno le stesse per sempre, senza deviazioni, tic deformi di menti per lo più psicotiche, depresse, deviate, in poche parole normali. Nella propria cameretta, teatro degli orrori del perfido vivere ecco d’un tratto il gioco perverso, ecco il tarlo neuronale, ecco la fine del senso, ecco i bruchi che proliferano, ecco l’idiozia così idiota da diventar sublime, ecco don chisciotte contro i mulini, ecco uno squarcio di luce, ecco la solitudine che ci fa compagnia…ECCO.

    Ma prima o poi doveva anche oggi finire… e allora via, verso altri orizzonti di sinistra serenità!

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    Pterös di Francesco Selvi

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    Collage di Francesco Selvi

     

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  • Michelangelo Buffa

    On: 4 Marzo 2013
    In: Senza categoria
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    Nato a Brusson (Aosta) il 27/11/1948. Cinephile, critico cinematografico, insegnante, documentarista, filmmaker (ma sarebbe meglio dire “filmeur”), attivo dagli anni sessanta (ha iniziato con una Bolex Paillard 8mm a fuoco fisso) ha preservato una dimensione amatoriale operando in piena libertà ed in maniera autodidatta, realizzando da allora film in 8mm, Super8 e 16mm. Dal 1992 ha iniziato ad operare in video, prima in analogico poi in digitale. Attualmente opera su due versanti apparentemente opposti (non ha mai rispettato l’opposizione “fiction”/documentario inseguendo solo il concetto di “scrittura”): il documentario antropologico, che costituisce la sua attività ufficiale presso il “Bureau Regional pour l’Ethnologie et la Linguistique” ad Aosta , ed il video di ricerca, legato ad esperienze più intime e personali. Il suo percorso è costituito essenzialmente da tre fasi, in ordine cronologico: il film di autoanalisi esistenziale, la “scoperta” degli “altri” e del mondo, con tutta l’attrazione ed il fascino che ne deriva ed infine la dimensione documentaristica immersa in una valenza fortemente antropologica ed “oggettiva”.


    Frammenti di un (unico) mondo

    “L’idea era quella di fare un viaggio nella bellezza ed armonia della natura cercando di dare una sensazione di unicità. La natura è molto varia eppure nel suo insieme costituisce un unico mondo che poi ingloba anche cose contrastanti e terribili. L’irruzione dell’autostrada nel mondo naturale è violenza pura, eppure anche tutti questi segni provocati dalla presenza umana sono in fine inglobati in un unico mondo ed è per questo che dobbiamo sempre cercare di produrre bellezza ed armonia…”. (MB)

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  • Anna Marziano

    On: 27 Febbraio 2013
    In: Senza categoria
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    DELLA MUTEVOLEZZA DI TUTTE LE COSE E DELLA POSSIBILITA’ DI CAMBIARNE ALCUNE
    THE MUTABILITY OF ALL THINGS AND THE POSSIBILITY OF CHANGING SOME

    France, 2011, 00:16:00
    original version
    italian, sub: eng/ fra
    direction, camera, sound
    , editing Anna Marziano

    Sinossi / Synopsis
    – Questo viaggio intorno alla mutevolezza inizia all’Aquila, in un territorio colpito dal terremoto del 2009. Anna Marziano propone delle letture in alcuni spazi pubblici: per la strada, in un centro commerciale, nella piscina comunale… Lo spazio-tempo del film diventa uno spazio pubblico in sé, dove è possibile fare esperienza del cambiamento, individuale e sociale: accettando le cose che non è possibile cambiare… e trasformando quelle che possono essere cambiate.
    This journey into mutability takes place in the Abruzzi (Italy), on a territory that was damaged by the earthquake in 2009. Anna Marziano proposes some readings in public spaces such as streets, commercial centres and swimming-pools… The space-time of the film becomes a sort of public space itself where it gets possible to experience the becoming of the individual and social body: welcoming what we cannot change… and changing what we can change.

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    VARIATIONS ORDINAIRES (ORDINARY VARIATIONS)

    France/ Italy, 2012, 00:48:00
    original version french, sub: eng/ ita
    a co- production Le Fresnoy
    directed and produced by anna marziano

    Sinossi / Synopsis
    – Un’esperienza poetica e politica ha luogo a Roubaix, una città dal passato industriale che viene considerata oggi come l’area più disagiata della Francia. Per sei mesi, Anna Marziano raccoglie registrazioni sonore in vari luoghi pubblici – strade, parchi, centri commerciali, centri sociali, scuole, teatri, bar, piscine, ospedali… – ponendo invariabilmente la stessa domanda a tutte le persone incontrate. Si tratta di ricordare una o più frasi che ci sono state rivolte in passato da un familiare, un amico o uno sconosciuto… e che ci hanno in qualche modo cambiati. Le voci raccolte scorrono su tredici piani sequenza che si aprono su diversi luoghi di passaggio, creando una sorta di cartografia di micro-trasformazioni delle identità umane. Un lavoro sulla dinamicità dell’identità individuale. Una pratica relazionale all’interno di una comunità urbana. Una maniera di intendere il cinema come spazio pubblico.
    A poetical-political experience takes place in Roubaix, a town with an industrial past which is considered today as the most depressed area of France. For six months, Anna Marziano makes sound recordings in different public spaces – as streets, parks, swimming-pools, commercial malls, social centers, schools, theatres, bars and hospitals… – invariably asking the same question to the passers-by. She proposed to recall one or more phrases that a friend, a relative or a passer-by addressed to us, in a recent or remote past… A phrase that transformed us. These voices flow along thirteen long shots of different crossing spaces, creating a sort of cartography of micro transformations of human trajectories. A work on the dynamic character of individual identity. A relational praxis in an urban community. A way of understanding cinema as a public space.

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  • Nomadica: metodi autonomi di fare e dare cinema

    On: 26 Gennaio 2013
    In: Senza categoria
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    Vari modi di vedere, fare, costruire e perdersi nel cinema, fuori dagli schemi e (spesso) dagli schermi. Interventi di Luca Ferri, del collettivo frameOFF e di Leonardo Carrano.

    26 gennaio 2013

    ore 17.00

    Presentazione di Luca Ferri

     a seguire

    Ecce Ubu (2012)

    Regia: Luca Ferri, in collaborazione con Alberto Valtellina; musica: Dario Agazzi; origine: Italia; produzione: Lab80; durata: 60′

    Il film è un calcolo matematico che per compiersi necessita di un’apparizione patafisica. Sessanta scene girate in super8, di diversa estrazione, sono state recuperate dall’archivio “Cinescatti” di Lab80. Sono filmati elementari di viaggi, di vita familiare o di manifestazioni, ma anche filmati “non filmati”, registrati per dimenticanza di spengimento dell’apparecchio filmico. L’opera non s’interessa a nessuna ricostruzione storica o rievocazione di un mezzo ormai deceduto, ma si limita a creare un meccanismo rigoroso. Le sessanta scene passeranno in modo sistematico e graduale, dalla più veloce alla più lenta. Dapprima ogni scena occuperà un secondo, poi due, tre, e via dicendo, per arrivare all’ultima sequenza, che dovrebbe essere la più fedele e cronologicamente esatta, ma che sarà essa stessa finzione, come le precedenti, in quanto cinema.

    a seguire

    Kaputt/katastrophe (2012)

    Regia: Luca Ferri; musica: Dario Agazzi; montaggio: Simone Marchi; origine: Italia; durata: 16′

    In una Zurigo soleggiata ed estiva, i giovani di tutta Europa si sono dati appuntamento per la “Street Parade”. L’obiettivo è quello di essere diversi, originali, modernamente proiettati alla sovversione dello stato attuale delle cose. La nuova regola per le prossime otto ore e la trasgressione delle regole. Tutti sono improvvisamente diventati attori senza spettatore alcuno nell’intento sbilenco di rappresentare disgraziatamente se stessi. Una partitura musicale, rigorosamente scritta, viene stancamente e ossessivamente suonata mentre una voce meccanica “off” ci ripete di una umana condizione catastroficamente immutata e immutabile. Nel deforme e grottesco fluire delle vicende umane appare improvvisamente un vetusto alpeggiatore barbuto a guardarci e guardare per qualche secondo. Forse è una tregua, immaginiamo un luogo per sperare, ma poi tutto ricomincia come se nulla fosse accaduto dal medesimo punto dove tutto non è mai iniziato. Non c’è luogo, non c’è vita, non c’è modo di sperar, non c’è.

    ore 19.00

    Presentazione del collettivo frameOFF

    a seguire

    Caminante di frameOFF (2012)

    Regia, montaggio, produzione:frameOFF; musica: Giovanni Fiderio; origine: Italia; durata: 70′

    frameOFF è un gruppo aperto per la ricerca nel cinema e nella fotografia, un crocevia di esperimenti soggettivi e collettivi che si incrociano e si intrecciano. frameOFF è un laboratorio di interventi sullo sguardo come sui metodi di produzione, sul sociale come sulle strutture narrative.

    I Caminanti vivono a Noto, Siracusa, da oltre 60 anni, e formano una comunità di qualche migliaio di persone. Seminomadi, girano per la Sicilia e l’Italia vendendo palloncini o come arrotini, ombrellai e stagnini, continuando la tradizione dei vecchi carrettieri. Altri vivono isolati all’interno del quartiere, tra i propri simboli e la propria cultura, che a tratti si lega ancora a quella di una Sicilia preurbana. Per la prima volta molti di loro sono riusciti a creare uno scambio partecipando a questo film, condividendo le proprie esperienze, i mestieri, le storie spesso tragiche, le opinioni e i momenti più importanti della vita del gruppo lungo un arco di due anni. Nasce così un ritratto della comunità complesso e variegato, anomalo ma compatto, realizzato attraverso uno sguardo che non tende al commento, che lascia l’occhio libero all’osservazione di quella che possiamo definire una cultura esistente a sé, ma che si trasforma nonostante tutto e tutti.

    a seguire

    El tiempo del no tiempo (2012)

    Regia, montaggio: Giulia Mazzone, Giuseppe Spina; origine: Messico/Italia; produzione: frameOFF, Nomadica; durata: 44′

    Cento anni dalla rivoluzione messicana e duecento dall’indipendenza. Migliaia le vittime del narcotraffico in un paese tra i più pericolosi al mondo. Le popolazioni indigene lottano per la dignità, i marxisti contro gli imperialismi, le farmacie vendono sigarette, il 50% della popolazione muore di fame, lo zapatismo si chiude, la sinistra si frammenta, la destra compromessa governa. Vitalità e atrocità segnano una situazione sociale convulsa ma in fermento.

    Attraversare il Messico diviene così una riflessione politica, storica e antropologica. Le parole e le immagini di questo film si intrecciano in concetti e sensazioni senza sosta, creando una sorta di flusso continuo, un domino sulla condizione dell’uomo contemporaneo.

    ore 21.00

    Presentazione di Leonardo Carrano

    a seguire

    AETERNA di Leonardo Carrano (2006-2012)

    Un progetto di animazione sperimentale di Leonardo Carrano; musica: Requiem KV 626 W. A. Mozart: eseguita dal Coro dell’Università di Pisa; origine: Italia; durata: 58′

    L’ambizione del progetto Requiem è quella di trasporre in video l’immaginazione scaturita dall’omonimo componimento mozartiano: per ciascuno dei quattordici movimenti della celebre Messa è stata realizzata una video-animazione sperimentale, con l’obiettivo di comporre un insieme organico ma variegato quanto a tecniche d’animazione e linguaggi espressivi. A tale proposito, ciascuno dei film è stato realizzato con la collaborazione di un co-regista (Mikulas Rachilc, Alessandro Pierattini, Ada Impallara, Renato Flenghi, Luca Zoppi, Silvio Giorcelli, Luca Romani, Alberto Antonio Dandolo, Alain Parroni), che ha arricchito la ricerca con la propria sensibilità e il proprio apporto artistico, culturale e tecnico.

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