Impressio in-urbe (#1 Bologna)

 

 

Impressio in-urbe (#1 Bologna)
un film di Giuseppe Spina
Italia, 2017, 16’55”, super8/digitale

regia, montaggio, suono: Giuseppe Spina
fotografia e riprese Super8: Mirco Santi
operatori, fotografie, audio: Livia Aiello, Mina Azmoodeh, Jessica Colleluori, Noemi Diamantini, Elisa Florian, Alice Gangemi, Isabella Marconi, Giorgia Minoli, Marianna Riccardini, Ambra Iride Sechi, Nicolas Sperati
con Piera Bortolotti, Giulia Mazzone e l’intervento del maestro Maurizio Bottarelli
musica: Sergio Spampinato, Giuseppe Spina
Produzione:
Accademia di Belle Arti di Bologna
Nomadica – Centro per il cinema di ricerca
Home Movies – Archivio Nazionale del film di famiglia
Distribuzione: Nomadica – Centro per il cinema di ricerca
Grafica: ilcanediPavlov

 

FESTIVAL
Archivio Aperto 2017 – Home Movies, Bologna – Italia, 1 Novembre 2017
INVIDEO – Mostra internazionale di video e cinema oltre, Milano – Italia, 17 novembre 2017
Meta-Cinema 2017, Accademia di Belle Arti di Bologna – Italia, 29 novembre 2017
Festival CinemaZERO, Trento – Italia, 2 dicembre 2017
Lecce Film Fest – Festival del cinema invisibile, Lecce – Italia, 9 dicembre 2017
Fincortex – Festival Internacional de Cortometrajes Experimentales, Tunja – Colombia, 27 diciembre 2017
Festival Regards sur le cinéma du monde, Paris/Rouen – France, 26janvier/2février 2018
Short Waves Festival, Poznań – Poland, 20-25th March 2018


Sinossi/Synopsis

“Impressio in-urbe” percorre le testure dello spazio urbano: la materialità delle architetture, di angoli e prospettive, i disegni delle pavimentazioni, le piazze, i mattoni; è una scomposizione in dettagli del “manto” della città da cui emerge la materia lacerata, apparentemente immobile ma in continua connessione, nei secoli, con la moltitudine che la abita. “Impressio” è l’impronta, la traccia che ogni cosa e ogni gesto lasciano di sé, identikit (e vivisezione) dello spazio e del tempo della città, che restituisce a noi il suo sguardo.

“Impressio in-urbe” goes through the textures of the urban space: the materiality of architectures, corners and prospectives, the drawings of pavings, the squares, the bricks; it’s a detailed decomposition of the city’s “cloak” from which the broken matter emerges, seemingly immovable but in a continuous connection, in the centuries, inhabited by its moltitude.”Impressio” is the print, the mark which all things and every gesture leave of itself, the “identikit” (and vivisection) of the city’s space and time, which gives back to us its view.

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