Immagine ovvia e nuovo simbolo – Nato Frascà


Immagine ovvia e nuovo simbolo

Cinema – Arte – Segno in Nato Frascà

Lunedì 21 novembre – ore 14.30
Accademia delle Belle Arti, Bologna
a cura di Nomadica
con la collaborazione di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Archivio Nato Frascà,
Accademia delle Belle Arti di Bologna
Nell’ambito di “Archivio Aperto 2016 – Home Movies” e del Festival “Meta-Cinema 2016”.

Giornata di studio dedicata alla figura di Nato Frascà, in occasione dell’istituzione del Fondo Audiovisivo Nato Frascà, depositato presso Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia. Poliedrica figura d’artista, filmmaker, scultore, scenografo, Nato Frascà (1931-2006) ha attraversato tutte le stagioni artistiche della seconda metà del XX secolo. Durante l’incontro verranno proiettati materiali inediti e il film Kappa (47′, 1965-1966).

Nato Frascà (Roma 1931-2006) è stato pittore, scultore, filmmaker, scenografo, architetto, designer e docente. Autentica personalità di “rinascimentale” poliedricità, ha esordito negli anni ’50 con opere di carattere espressionistico e, in seguito, informale. Fondatore, sotto l’egida di G. C. Argan, del Gruppo 1 negli anni ’60 (con Uncini, Carrino, Santoro, Pace e Biggi), ha poi proseguito la sua ricerca artistica isolatamente come l’aveva iniziata. Nel 1965-66 ha realizzato il suo film sperimentale Kappa, nel 1978 Soglie e, negli anni ’60, una serie di documentari per la RAI, tra cui lo straordinario Céline, viaggio al centro del delirio. Ha collaborato con registi del calibro di M. Antonioni, Dino e Nelo Risi, L. Visconti. Negli anni ’70 ha continuato la sua ricerca artistica, con mostre in tutta Europa, orientandosi verso una ricognizione dei Miti. Dalla metà degli anni ’80 alla fine degli anni ’90, la sua attività pubblica si è rarefatta per concentrarsi sugli aspetti didattici nell’ambito del suo insegnamento di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, sulla parallela formulazione della Psiconologia o Psicologia dell’Icona e la sperimentazione dello Scarabocchio degli adulti. Frutto di questi studi e della sua intera esperienza artistica è il libro L’Arte. All’ombra di un’altra luce, Roma 1998. (Nato Frascà su Wikipedia)
In generale hanno scritto di lui, fra i principali: G. C. Argan, Pierre Restany, N. Ponente, M. Calvesi, E. Crispolti, L. Caramel, M. Volpi, L. Trucchi, G. Appella, G. dalla Chiesa.
Sue opere sono nelle più importanti collezioni permanenti, come ad esempio nella GNAM e nel MACRO di Roma, al Museo d’Arte Contemporanea di Genova, alla GAM di Torino, alla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri. Il “Fondo Audiovisivo Nato Frascà”, è stato creato grazie alla collaborazione di Nomadica – circuito per il cinema di ricerca, Archivio Nato Frascà e Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Bologna, presso cui è depositato.

dalle ore 14.30
– Saluto istituzionale del Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, prof. Enrico Fornaroli

a seguire interventi di:
– Prof. Piero Deggiovanni (docente di Storia e Teoria dei Nuovi Media, Accademia di Bologna)
– Paolo Simoni e Mirco Santi (Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia)
– Giuseppe Spina (Nomadica – circuito per il cinema di ricerca)
– Prof. Eclario Barone (docente di Pittura, Accademia di Belle Arti di Firenze)
– Stefano Romanelli (Archivio Nato Frascà)

tra gli interventi verranno mostrati dei materiali inediti in 8mm, girati e non montati da Nato Frascà – durata 30′ circa (dal Fondo Audiovisivo Nato Frascà)

a seguire proiezione:
KAPPA di Nato Frascà – Italia, 47′ (1965-66)
scritto e diretto da: Nato Frascà / fotografia: Alberto Grifi / supervisione al sonoro e musiche originali: Aldo Clementi / organizzazione: Bruno Frascà / con: Giovannino Zanardo, Fabrizio Clerici, Mariella Lotti, Marcella Mariani Rossellini, Dina Sassoli.

“Kappa è il viaggio senza categorie spaziali e temporali di ognuno di noi. Ho registrato e utilizzato gli ’ingredienti visivi e sonori’ della nostra civiltà, affollando l’opera per tentare di costituire delle associazioni mentali al limite della saturazione, provando a costringere lo spettatore a dilatare il suo recipiente fruitivo a nuove capacità volumetriche.” – Nato Frascà, dai materiali dell’Archivio Nato Frascà

“Kappa è il viaggiatore che raccoglie materiale vivo utilizzando se stesso come obbiettivo per provocare nel campo circostante reazioni, sconcerti, per registrare luoghi e persone da cogliere in flagrante delitto di esistenza. Durante le due settimane di riprese sono stati impiegati vari tipi di test e si è operato incrociando il metodo del cinema varietè alle strutture dello psicodramma. Solo durante il montaggio mi sono accorto della implacabile azione di transfert avvenuta. Gli altri come specchio deformato di noi stessi (alibi di negazione). E gli schemi, i meccanismi archetipi che si articolano a condizionare i mezzi espressivi. Da qui la conseguente necessità di scritture (e quindi di letture) parallele della opera che muovendosi nell’area del metalinguaggio dà si informazioni su alcune strutture generali della mitobiologia, ma, attraverso di esse, ci raggiunge infallibilmente nei nostri giacigli per ribaltarci come soggetti autoanalizzanti. Ma, a che servirebbe esprimersi se non fosse questo il mezzo e il luogo stesso per conoscersi?” – Nato Frascà in Arte e Cinema, Per un catalogo di cinema d’artista in Italia, 1965/1977, a cura di Vittorio Fagone, Centro Internazionale di Brera, Marsilio Editori 1977

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