Aetna



Aetna

dove vanno i vecchi dèi che il mondo ignora
un film di Giuseppe Spina

L’uomo continua a generare miti e nuovi rapporti con la natura. Il vulcano, l’Etna, resta ancora uno dei centri in cui questo mondo magico si manifesta. Miti che si sovrappongono ai vecchi, si stratificano, prendono vita in un moderno immaginario scientifico e tecnologico, ma anche rude, primordiale. L’uomo-nuovo, con le sue “estensioni”, si spinge ben oltre i limiti fisici e percettivi che gli erano propri fino a pochi decenni fa. Ciò genera una nuova cesura tra corpo e macchina, cultura e natura, materia ed essenza. Cesura che si ripercuote nella vita e nell’identità di ogni individuo. Le fratture, le ferite (vùlnera), sono i varchi che mettono in comunicazione questi ambiti/ambienti in principio separati, storie, azioni, pensieri e condizioni il cui rapporto genera conflitti. Il vulcano è l’emblema e la risoluzione di tale scontro: ogni esplosione è una ferita, un’apertura, un varco dal quale rigenerare e rinascere.” – Giuseppe Spina

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Il film si iscrive nell’ambito del “cinema sperimentale e d’artista”, la sua estetica è legata a un’arte astratta e concreta che intreccia tecnologia, natura, scienza e mito.

Con la collaborazione di:
• Gruppo di Ricerca Vulcanologica – Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università di Catania
• Stefano Corradini – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, Roma
• Dott. Lapo Boschi, ricercatore presso l’Institut des Sciences de la Terre de Paris
• Ente Parco dell’Etna
• Centro Speleologico Etneo

 

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