• Filmforum – Gorizia – 2 Marzo 2018

    On: 2 marzo 2018
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    Filmforum – Gorizia – 2 Marzo 2018
    h21.00, Kinemax, Gorizia_
    Paolo Simoni e Mirco Santi di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia presenteranno un frammento dal “Fondo Audiovisivo Nato Frascà”, appena digitalizzato,
    creato grazie all’impegno degli eredi, di Home Movies e voluto fortemente da Circuito Nomadica.
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  • Immagine ovvia e nuovo simbolo – Nato Frascà

    On: 19 dicembre 2016
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    Immagine ovvia e nuovo simbolo

    Cinema – Arte – Segno in Nato Frascà

    Lunedì 21 novembre – ore 14.30
    Accademia delle Belle Arti, Bologna
    a cura di Nomadica
    con la collaborazione di Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Archivio Nato Frascà,
    Accademia delle Belle Arti di Bologna
    Nell’ambito di “Archivio Aperto 2016 – Home Movies” e del Festival “Meta-Cinema 2016”.

    Giornata di studio dedicata alla figura di Nato Frascà, in occasione dell’istituzione del Fondo Audiovisivo Nato Frascà, depositato presso Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia. Poliedrica figura d’artista, filmmaker, scultore, scenografo, Nato Frascà (1931-2006) ha attraversato tutte le stagioni artistiche della seconda metà del XX secolo. Durante l’incontro verranno proiettati materiali inediti e il film Kappa (47′, 1965-1966).

    Study day dedicated to Nato Frascà, on the occasion of the istitution of Nato Frascà’s audiovisual fund, depositated at Home Movies – Family Film’s national archive. Polyhedral artist figure, filmmaker, sculptor, scenographer, Nato Frascà (1931-2006) went through all the artistic season’s of the second half of the twentieth century. During the encounter will be screened Kappa and other unreleased materials.

    Nato Frascà (Roma 1931-2006) è stato pittore, scultore, filmmaker, scenografo, architetto, designer e docente. Autentica personalità di “rinascimentale” poliedricità, ha esordito negli anni ’50 con opere di carattere espressionistico e, in seguito, informale. Fondatore, sotto l’egida di G. C. Argan, del Gruppo 1 negli anni ’60 (con Uncini, Carrino, Santoro, Pace e Biggi), ha poi proseguito la sua ricerca artistica isolatamente come l’aveva iniziata. Nel 1965-66 ha realizzato il suo film sperimentale Kappa, nel 1978 Soglie e, negli anni ’60, una serie di documentari per la RAI, tra cui lo straordinario Céline, viaggio al centro del delirio. Ha collaborato con registi del calibro di M. Antonioni, Dino e Nelo Risi, L. Visconti. Negli anni ’70 ha continuato la sua ricerca artistica, con mostre in tutta Europa, orientandosi verso una ricognizione dei Miti. Dalla metà degli anni ’80 alla fine degli anni ’90, la sua attività pubblica si è rarefatta per concentrarsi sugli aspetti didattici nell’ambito del suo insegnamento di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, sulla parallela formulazione della Psiconologia o Psicologia dell’Icona e la sperimentazione dello Scarabocchio degli adulti. Frutto di questi studi e della sua intera esperienza artistica è il libro L’Arte. All’ombra di un’altra luce, Roma 1998. (Nato Frascà su Wikipedia)
    In generale hanno scritto di lui, fra i principali: G. C. Argan, Pierre Restany, N. Ponente, M. Calvesi, E. Crispolti, L. Caramel, M. Volpi, L. Trucchi, G. Appella, G. dalla Chiesa.
    Sue opere sono nelle più importanti collezioni permanenti, come ad esempio nella GNAM e nel MACRO di Roma, al Museo d’Arte Contemporanea di Genova, alla GAM di Torino, alla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri. Il “Fondo Audiovisivo Nato Frascà”, è stato creato grazie alla collaborazione di Nomadica – circuito per il cinema di ricerca, Archivio Nato Frascà e Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Bologna, presso cui è depositato.


    dalle ore 14.30

    – Saluto istituzionale del Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, prof. Enrico Fornaroli

    a seguire interventi di:
    – Prof. Piero Deggiovanni (docente di Storia e Teoria dei Nuovi Media, Accademia di Bologna)
    – Paolo Simoni e Mirco Santi (Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia)
    – Giuseppe Spina (Nomadica – circuito per il cinema di ricerca)
    – Prof. Eclario Barone (docente di Pittura, Accademia di Belle Arti di Firenze)
    – Stefano Romanelli (Archivio Nato Frascà)

    tra gli interventi verranno mostrati dei materiali inediti in 8mm, girati e non montati da Nato Frascà – durata 30′ circa (dal Fondo Audiovisivo Nato Frascà)

    a seguire proiezione:
    KAPPA di Nato Frascà – Italia, 47′ (1965-66)
    scritto e diretto da: Nato Frascà / fotografia: Alberto Grifi / supervisione al sonoro e musiche originali: Aldo Clementi / organizzazione: Bruno Frascà / con: Giovannino Zanardo, Fabrizio Clerici, Mariella Lotti, Marcella Mariani Rossellini, Dina Sassoli.

    “Kappa è il viaggio senza categorie spaziali e temporali di ognuno di noi. Ho registrato e utilizzato gli ’ingredienti visivi e sonori’ della nostra civiltà, affollando l’opera per tentare di costituire delle associazioni mentali al limite della saturazione, provando a costringere lo spettatore a dilatare il suo recipiente fruitivo a nuove capacità volumetriche.” – Nato Frascà, dai materiali dell’Archivio Nato Frascà

    “Kappa è il viaggiatore che raccoglie materiale vivo utilizzando se stesso come obbiettivo per provocare nel campo circostante reazioni, sconcerti, per registrare luoghi e persone da cogliere in flagrante delitto di esistenza. Durante le due settimane di riprese sono stati impiegati vari tipi di test e si è operato incrociando il metodo del cinema varietè alle strutture dello psicodramma. Solo durante il montaggio mi sono accorto della implacabile azione di transfert avvenuta. Gli altri come specchio deformato di noi stessi (alibi di negazione). E gli schemi, i meccanismi archetipi che si articolano a condizionare i mezzi espressivi. Da qui la conseguente necessità di scritture (e quindi di letture) parallele della opera che muovendosi nell’area del metalinguaggio dà si informazioni su alcune strutture generali della mitobiologia, ma, attraverso di esse, ci raggiunge infallibilmente nei nostri giacigli per ribaltarci come soggetti autoanalizzanti. Ma, a che servirebbe esprimersi se non fosse questo il mezzo e il luogo stesso per conoscersi?” – Nato Frascà in Arte e Cinema, Per un catalogo di cinema d’artista in Italia, 1965/1977, a cura di Vittorio Fagone, Centro Internazionale di Brera, Marsilio Editori 1977

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  • Tracce da “In girum imus nocte…”

    On: 4 febbraio 2015
    In: 2014/2015
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  • in girum imus nocte

    On: 10 dicembre 2014
    In: Senza categoria
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    Fuori_orario_cose_mai_viste_nomadica

    ROMA,  Cinema Trevi – Cineteca Nazionale, 28-29-30 GENNAIO 2015

    NOMADICA
    circuito per il cinema di ricerca

    in collaborazione con
    FUORI ORARIO cose (mai) viste
    CINETECA NAZIONALE

    presenta


    in girum imus nocte et consumimur igni

    (della catastrofe e dei suoi superstiti)

    Ogni catastrofe – per essere tale – ha i suoi superstiti. E questi possono essere tali anche se la catastrofe continua, ogni giorno, a seppellirci e a viverci. E noi con essa. L’unico (nostro) modo possibile è essere fuori contesto, fuori-luogo, fuori-norma, fuori-tempo, inafferrabili, imprecisi. Ma come riuscire a vivere, a non-esserci, in tale maniera? E allora il tutto coincide forse con un al-di-là in cui a dominare è un blob, una catastrofe già avvenuta, già realizzata, e noi non facciamo altro che ri-proporla, crearne, diffonderne e disorganizzarne gli sguardi, decentrandoli, nel disastro. In un  ulteriore tentativo festeggiamo così i 25anni di Fuori Orario, con i 6 temi/puntate di ZAUM(*), “rovescio speculare di BLOB”, che racchiude le idee e il lavoro del gruppo forse rappresentandone il culmine, e con altri spazi/film/cineasti differenti che si alterneranno nelle tre giornate e che – com’è solito di Nomadica – detoneranno nel tempo in altri rivoli, occhi, sale italiane.

    The twenty-fifth birthday of “Fuori Orario”, with the 6 episodes/themes of Zaum, “specular reverse” of blob, contains the group’s ideas and works maybe enclosing its climax, and with other spaces/films/filmmakers that succeed each other in the three days and that – as usual in Nomadica – will detonate over time in other rivulets, eyes, italian cinemas.

    I nomi: Nato Frascà, Antonello Matarazzo, Carlo Michele Schirinzi, la redazione di “FuoriOrario cose (mai) viste”, Michelangelo Buffa, Steve Della Casa, John Giorno, Antonello Faretta, Giorgio De Vincenti, Gabriele Anaclerio, Giannalberto Bendazzi, Giacomo Ravesi, Manfredo Manfredi, Mario Addis, Leonardo Carrano, Michela Occhipinti, Fatima Bianchi, Fiorella Mariani, enrico ghezzi e – presenti/assenti – Giulia Mazzone e Giuseppe Spina per Nomadica.
    L’intero evento è a ingresso gratuito.

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    zaum_titolo

    (*) su “ZAUM – andare a parare” (2011)
    La cosa (da un altro mondo?) realizzata da enrico ghezzi con Baglivi, Ranga, Esposito, Fina, Franchina, Francia di Celle e Fumarola.
    Tema di fondo è la Catastrofe, immane e assoluta, o acquisita, già data, sorseggiata, interiorizzata da un decennio che si apre con gli scontri del G8 di Genova intorno al nulla della zonarossa per andare a parare (nell’ultima puntata) sull’attacco in piena luce all’oscurità della caverna Capitale/Immagine, nel mattino dell’11 settembre con le Twin Towers trasformate in fiaccole sinistre prima di crollare.
    Tenendo conto che la catastrofe più forte è già avvenuta (naturale e innaturale come tutte le catastrofi) nell’epifania postuma che è sempre l’immagine, enrico ghezzi con la redazione di FUORI ORARIO si è arrovellato sui materiali dell’anarchivio di Cose (mai) Viste, e altri trovandone e procurandosi, in un montaggio disteso che infatti non è un montaggio, ma piuttosto un ‘tramontaggio’. Più della metà di ogni puntata si impernia su un tema monografico, e il resto è costituito per passaggi e striature di altre immagini dagli altri cinque temi principali. I temi quindi, ancor più che intersecarsi, si accavallano e concorrono, fili paralleli e sovrapposti di memorie che si favoriscono o ostacolano l’un l’altra, in direzione della terra impossibile (e comunque sempre più catastrofica e catastrofizzata) che è il presente.
    E il titolo? ZAUM. Ah si, è il sogno dei febbrili futuristi russi estremi, Krucenich, e il geniale Velimir Chlebnikov, parola transmentale che non vuol dir nulla appunto perché oltre la mente.
    Il tentativo artistico più spinto e perdente del secolo (gli si affiancarono – schiacciandolo – le  più terribili ‘opere d’arte totali’ del novecento, il regime stalinista e quello nazista), fingere un altro spazio e forma di vita, pensando e immaginando così intensamente da esserlo e diventarlo loro.
    (da fuoriorario.rai.it – Zaum fu trasmesso l’8 e il 9 ottobre 2011)

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    PROGRAMMA

    m e r c o l e d ì   2 8    g e n n a i o    2 0 1 5

    ore 17.00
    Kappa
    di Nato Frascà, Italia, 1965/1966, col., 47min
    Girato a Castelgandolfo tra agosto e settembre 1965, Kappa (iniziale di kamera) è un viaggio nell’inconscio umano che l’autore compie, ispirandosi all’Ulysses di James Joyce, per ricercare l’impossibile rapporto tra uomo e Natura. Usando l’intreccio di linguaggi popolari (fumetto, radio, pubblicità, televisione) viene creata la visione del nostro mondo come se fosse vista dall’occhio di un alieno, che non comprende la nostra realtà e cerca di interpretarla: lo spettatore stesso, di fronte all’opera, ne rimane alienato, stordito nel cercare di comprendere il significato che ne viene fuori dalla contrapposizione di immagini in apparenza senza continuità logica. «Kappa è il viaggio senza categorie spaziali e temporali di ognuno di noi. Ho registrato e utilizzato gli “ingredienti visivi e sonori” della nostra civiltà, affollando l’opera per costituire delle associazioni mentali al limite della saturazione obbligando lo spettatore a dilatare il suo recipiente fruitivo a nuove capacità volumetriche» (N. Frascà).

    a seguire proiezione alla presenza degli autori
    Astrolìte
    di Antonello Matarazzo e Carlo Michele Schirinzi, nel cast: enrico ghezzi, Italia, 2002, BN, 40min
    Protagonista – se un protagonista c’è – enrico ghezzi, il critico cinematografico, padre di Blob e Schegge, appena censurato per il suo lungo servizio su Berlusconi. Scenario una Avellino al nero di seppia, vista dal basso verso il basso, come non l’avete mai guardata e vi sarà difficile dimenticarla.
    Trama: accennata e consapevolmente pretestuosa, che aspira ad appartenere ad un genere, il giallo, e inevitabilmente de-genera nel rimando alla propria impossibilità di reggere.
    Andamento circolare: il film si apre con i preliminari dell’esplosione e si chiude con la deflagrazione. Ma questo non è un film esplosivo: qui tutto implode e tende verso un centro che non è un nucleo narrativo ma un’icona, un’idea di cinema in carne ed ossa, quella incarnata autisticamente da enrico ghezzi, demiurgo di vite rarefatte e sospese tra esistenza e proiezione.

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    ore 19.00
    proiezione alla presenza della redazione di Fuori Orario cose (mai) viste

    ZAUM – parte 1 –  L’O di G8/Genova 2001
    di Daniel Franchina e Donatello Fumarola, 65min
    Dedicata allo ‘scontro fisico’ a partire dal G8, si apre col capolavoro del cineasta armeno Artavadz Pelesjan, NACHALO/L’INIZIO, del 1967. Nove minuti, a partire dal cinquantenario della rivoluzione d’ottobre, che sconvolgono il cinema e le incertezze rassicuranti del montaggio, verso qualcosa che è ancora da farsi e da sentirsi. Risulterà ancor più chiaro che lo scontro fisico a Genova si mostrò proprio nell’atto di svanire quasi, sempre troppo veloce frenetico accelerato o rallentato, raramente a una velocità ‘giusta’. I mille e mille occhi incontrollabili delle tele camerine individuali formano già e troppo tardi una ‘comunità improbabile’, che filma e controlla se stessa sul limite del riguardarsi e riinquadrarsi.[/one_half] [one_half_last]

    zaum_collage[/one_half_last]a seguire
    ZAUM – parte 2 – CATASTRIONFO
    di Fulvio Baglivi, Simona Fina, Stefano Francia, 65min
    I trionfi della catastrofe, sempre innaturali nella nostra innaturalità da Titanic a Fukushima.

    ore 21.30
    Incontro con Michelangelo Buffa e Steve Della Casa

    Movie Movie
    di Michelangelo Buffa, 2014, versione di 30min
    Full immersion nel magma caotico ed affascinante della Storia del Cinema dove personaggi, future, attori e volti emergono dalla memoria collettiva per apparire e sparire nella fluidità del racconto.

    Da “Lumière retrouvé”, la serie “Le ore”:
    Ora del villaggio abbandonato
    di Michelangelo Buffa, 2010/2011, 40min

     

    “La serie delle Ore, omaggio ai fratelli Lumière, si fonda sull’idea che la registrazione del mondo da parte dei Lumière non era solo visiva, come si è portati a credere in prima istanza, era anche e forse soprattutto, una registrazione di tempo. Ciò che mi ha sempre affascinato e colpito nei loro iniziali e brevi film è il Tempo. Ritornare ai Lumière è quindi lavorare sul tempo, estenderlo, dilatarlo, entrarci dentro, cosa che Warhol aveva compreso così come anche Godard. Le mie Ore diventano spazi temporali di contemplazione. D’altronde quale modalità abbiamo di guardare il mondo, di guardarci dall’esterno se non quella utilizzata dal cinematografo! Ogni luogo ha il suo tempo ed il tempo del villaggio abbandonato è tempo senza tempo, di qui le pausa d’immobilità create dalla staticità della mdp”. mb

     

    BUFFA

    Una strada per Bringuez
    di Michelangelo Buffa, 2014, 3min
    Video/denuncia del disastro compiuto per la costruzione di una strada nel bosco

    Sradicati
    di Michelangelo Buffa, 2013, 11min
    Come i mezzi di trasporto veloci ci sottraggono un reale rapporto col territorio, un contatto.

    Sub Aqua
    di Michelangelo Buffa, 2014, 10min
    Visita ad un acquario che diviene visita ad un luogo che mantiene prigionieri esseri viventi per il nostro “piacere”.

    g i o v e d ì    2 9    g e n n a i o   2 0 1 5

    ore 17.00

    ZAUM – parte 3 – You (No) Tube
    di Fulvio Baglivi e enrico ghezzi (65min)
    La geniale catastrofe del net o del web, rete di tutti e di nessuno, per nessuno e per tutti.

    a seguire

    ZAUM – parte 4 – Lo spazio dell’orbita
    di Stefano Francia di Celle (65min)
    Montaggio langhiano/kubrickiano attraverso la lentezza del lavoro di ingegneri e di astronauti. Il trascorrere delle orbite in sovrimpressione con la fine del tempo nello spazio che ci guarda dalla Luna.

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    a seguire proiezione alla presenza dell’autore
    La posa infinita
    di Antonello Matarazzo, Italia, 2007, 2min
    “La posa infinita” mette in scena lo scarto tra mobile/immobile che emerge dall’interfaccia cinema/fotografia, sotto le sembianze di un antico portrait di gruppo nel quale le figure immortalate riacquistano vita mediante movimenti minimi e suoni ambientali che restituiscono all’immagine cristallizzata nel tempo, la sensazione di uno svolgimento “in diretta”. Un attimo dilatato all’infinito rappresentato dall’attesa prima dello scatto. […] (Bruno Di Marino, Doc Fest ed., Roma 2007)
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    ore 19.00
    Incontro con Giorgio De Vincenti, Gabriele Anaclerio, Antonello Faretta

    a seguire
    Nine poems in Basilicata
    un film di poesia con John Giorno diretto da Antonello Faretta, Italia, 2007, 55min
    Più che un film è un libro in forma di audiovisivo. E’ possibile “sfogliarlo” a capitoli com’è possibile “leggerlo” tutto d’un fiato, andandone a scoprire la sua struttura semplice e quasi francescana. L’opera nasce da nove poesie (molte delle quali inedite) di uno dei più grandi esponenti della poesia americana contemporanea, il newyorkese John Giorno, e vede lo stesso scrittore nella veste di interprete. “Un’Italia arcaica e antica ma nello stesso tempo fresca, vera, carica di passione e di speranza: un autentico tesoro di tensione utopica alla ricerca di un’umanità perduta” (Antonio Romani)

    John-e-Antonello-a-Maratea1_by-Domenico-DAndrea

    ore 21.00
    Cinema d’animazione
    MANFREDO MANFREDI, MARIO ADDIS, LEONARDO CARRANO
    Incontro con Giannalberto Bendazzi, Giacomo Ravesi, Mario Addis, Leonardo Carrano

    a seguire i film di MANFREDO MANFREDI
    Rotocalco (Italia 1970, col., 11′)
    “È un atto d’accusa contro la deformazione della realtà prodotta dalle pagine patinate di un grande settimanale d’attualità. La realtà è diversa da quella stereotipata, fasulla, scintillante che mostrano certe riviste: ed il film interpreta graficamente, con umorismo ma più spesso con dolore il divario fra realtà vera e realtà rotocalchistica” (Bendazzi, New Cinema 1971).
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    – Dedalo (1976, 11’27”, 35mm)
    Gran Premio al festival d’animazione d’Ottawa e nomination all’Oscar, Dedalo è uno dei film più rappresentativi del cinema di Manfredo Manfredi. Composto da disegni su carta dai forti contrasti chiaroscurali, il film esprime una tensione metafisica attraverso un raffinato equilibrio grafico e una trama onirica che evidenzia una chiara dimensione autoriale e d’artista.

    – Nuvole (1975, 13′, 35mm)
    In un profondo sotterraneo un piccolo essere bianco lotta per sopravvivere. Oscuri mostri lo assalgono e lo dilaniano, ma egli rinasce ingrandendosi, fino a divenire una grande e palpitante effluorescenza sotterranea. I nemici scompaiono mentre dal grande corpo bianco germina un sottile filamento che faticosamente sale verso l’alto: un fiore vibra ora nel vento mentre sopra, alte nel cielo, scorrono lente le nuvole. Mentre un altro giorno lentamente affonda in un’altra notte, alte e impassibili continuano a trasmigrare le nuvole in un fluire che è il lento e inarrestabile fluire del tempo. Dal fiore ormai secco e appassito volano i semi per una nuova vita mentre sotto, nel nero profondo misterioso, qualcosa si muove: un piccolo essere bianco forse, comincia faticosamente a farsi largo verso la luce.

    – Il muro (1970, 11’30”)
    Realizzato per la Corona Cinematografica, Il muro riflette sulla condizione dell’arte di fronte alla distruzione della società
    post-atomica. Attraverso situazioni allegoriche dipinte con suggestive animazioni dai tratti marcati e aspri che prediligono i toni cromatici freddi, il film ritrae con dura rassegnazione lo sguardo e l’impossibilità di un’artista davanti al destino di morte e consunzione di un’intera società.

     

    frame da “Nuvole” (1975)

    frame da Il muro

    a seguire i film di MARIO ADDIS
    – GIANO (1994, 1’37”)
    Directed and animated by: Mario Addis
    35 mm – traditional animation on paper.

    – Il mostro [opening title sequence] (1994, 2’20”)
    35 mm – tempera on transparent acetate.
    Directed and animated by: Mario Addis
    Graphic design: Franco Matticchio

    – Il sogno di Nina (1998, 1’13”)
    Scene from the feature film “La Gabbianella e il Gatto”.
    Sequence created, directed, designed and animated by Mario Addis.

    – Heartbeat (Un capitalismo dal volto umano) (1998, 0’40”)
    35 mm – pencil and colored chalks on paper.
    Produced by: MTV Europe
    Created, directed, designed and animated by: Mario Addis

    – La materia (1999, 2’00”)
    Film 35 mm – charcoal and pencil on paper.
    Created, directed, designed and animated by: Mario Addis

    – Florida (2002, 1’58”)
    Scene from the feature film “Johan Padan a la descoverta de le Americhe” written by Dario Fo.
    Sequence created, directed, designed and animated by Mario Addis.

    – Un principe chiamato Totò [opening title sequence] (2007, 00’38”)
    Created, directed, designed and animated by: Mario Addis

    – Fornarina Urban Beauty Show in Paris (2008, 05’29”)
    10 video-installations in the magnificent scenario of the Carrousel du Louvre.
    Videos were created and directed by: Mario Addis
    Graphic design: Mario Addis and Glenn Barr, Mijn Schatje, Miss Van, Simone Legno for Tokidoki, Junko Mizuno, Angelique Houtkamp and the famous artist and comic strips’ maestro Moebius
    Animation by: Mario Addis and Movimenti studio

    – Casse Rurali Trentine (2011, 00’45”)
    Runtime 45 sec. – commercial in traditional animation.
    Created, directed and designed by: Mario Addis

    – Pene e Cruditè (2014, 3’31”)
    Animation on paper
    A Film by Mario Addis
    Designed and animated by: Mario Addis
    Editing and Compositing: Stefania Calatroni

    a seguire un film di LEONARDO CARRANO

    – Jazz for a Massacre (Ita-Pol, 2014, 15’16”)
    Incisione, pittura e acidatura su pellicola e doppia-pellicola, riprese: Leonardo Carrano
    Montaggio e post-produzione: Giuseppe Spina
    “Jazz per un massacro” è un omaggio all’artista e cineasta sperimentale Nato Frascà, inventore del “metodo dello scarabocchio”, una forma di libera espressione attraverso la quale sondare l’inconscio. Applicando idealmente questo metodo il film risulta una jam-session pittorico-musicale, in cui l’improvvisazione jazz di Marco Colonna si sposa con le astrazioni create direttamente su pellicola da Leonardo Carrano e montate da Giuseppe Spina. 20.000 fotogrammi dipinti, incisi e acidati, coinvolgono in una fantasmagorica danza cromatica.

    jazz_frame_26

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    v e n e r d ì   3 0   g e n n a i o   2 0 1 5

    ore 17.00
    proiezione alla presenza dell’autrice

    Lettere dal deserto (elogio della lentezza)
    di Michela Occhipinti, 2010, 88min

    Il mondo corre. Hari cammina. Le sue scarpe consumate percorrono lunghe distanze nel deserto per recapitare messaggi chiusi in lettere scritte a mano, dalla calligrafia preziosa, da consegnare a destinatari che abitano villaggi sperduti, chiusi in una dimensione temporale dimenticata, fuori dal mondo.

    Le lettere parlano di amori, matrimoni, successi e decessi. Quelle che portano la morte si riconoscono subito, sono quelle con l’angolo destro tagliato, che Hari legge sull’uscio ad alta voce e poi strappa, perché le brutte notizie vanno distrutte, disperse, cancellate per sempre.
    In un mondo in cui il tempo è un lusso, la velocità è sinonimo di efficienza e civiltà, e dove si comunica premendo tasti che riproducono caratteri tutti uguali, la storia di Hari è un’isola cristallizzata nel tempo. Quando l’unico modo per comunicare era un foglio, una penna, l’inchiostro. Quando la gente era ancora in grado di aspettare. Un ritorno alla lentezza, e alla natura, quella inospitale del deserto del Thar. Finché arrivano delle strane torri metalliche, intruse nel paesaggio, a rivoluzionare la vita del piccolo villaggio…

    lettere_dal_deserto_michela_occhipinti_nomadicaa seguire

    proiezione alla presenza dell’autrice Tyndal
    di Fatima Bianchi, Italia, 2014, 30min
    Un faro sui monti di Brunate, il suo fascio di luce ruota incessante nel buio come un continuo loop, fa luce su qualcosa che è rimasto nell’ombra, illuminando una casa. La casa racchiude i componenti di una famiglia che vengono ritratti nella loro quotidianità. ll racconto si sviluppa in un momento preciso, quando Francesco, il primogenito, trascorre un anno in carcere. In questo periodo ciascun familiare tiene uno scambio di lettere con lui. Tyndall è un fenomeno di diffusione della luce dovuta alla presenza di alcune particelle nell’aria. Lo stesso effetto è visibile dal faro sui monti di Brunate, guardando verso la casa della famiglia Bianchi.

    ore 19.00
    proiezione alla presenza dell’autrice
    Homo sapiens
    di Fiorella Mariani, Italia, 1971-74, 56min
    Homo sapiens è un film di montaggio che anticipa lo stile di Blob procedendo, nell’assemblaggio di materiale di repertorio, per associazioni (e distorsioni) sul tema dell’uomo e della sua (perduta) umanità, scandite dalla musica della celebre compositrice argentina (ma residente da anni in Francia) Beatriz Ferreyra. In apertura una frase di Rousseau ne sintetizza lo spirito: «Gli uomini che formano il gregge chiamato società faranno tutti le stesse cose nelle stesse circostanze a meno di esserne distolti da motivi più potenti».

    ore 20.30
    Incontro con enrico ghezzi, Fiorella Mariani, la redazione di FuoriOrario
    a seguire

    ZAUM – parte 5 – APPARIRE/SPARIRE, ESSERE/RIESSERE: IL TRUCCO DELL’ANIMA E I FUOCHI D’ARTIFICIO DELL’IMMORTALITA’
    di Lorenzo Esposito, 62min
    La penultima puntata di ZAUM è forse la più intensamente e intimamente e sotterraneamente catastrofica, in quanto certamente si allontana dalla catastrofe, già avvenuta da tempo ‘immemorabile’, e infatti molto difficile da reperire ‘in memoria’. Un’ora di programma dedicata all’apparire/sparire, all’essere/riessere, al trucco dell’anima e ai fuochi d’artificio dell’immortalità.

    a seguire

    ZAUM – parte 6 – SUA IMMINENZA LA CASTROFE ovvero CATASTROFETTE DEL CAPITALE
    di Lorenzo Esposito e Donatello Fumarola, 65min
    Il titolo, più che frivolo, è doppio, infine doppio del doppio, visto che la catastrofe stessa è in questo caso l’oggetto dell’operazione reperita e additata da Marx nel cinismo automatico della ripetizione farsesca degli eventi anche più seri. La catastrofe è attesa farsesca di ripetizione, prevenduta anch’essa nel mondo quotato in borsa o nelle scommesse, e la ‘castrofetta’ cui si indirizzano paura e desiderio non è un punto numinoso e terribile, ma appunto un’arietta quasi metastasiana, seguendo la quale ci allontaniamo dall’idea e dall’evento della prima volta. Lo si disse del resto in partenza, che non si trattava di sapere dove andare a parare in parata. Né di tremare a sentir tremare (stanotte, mentre cominciavo a stendere queste note che nascondono quasi tutto) le torri e gli antri di New York dieci anni dopo l’undici settembre che prestò l’oscurità al nostro creder di vedere in pieno giorno. Né vogliamo costruire un muro di o per le immagini, il muro che piuttosto già ‘siamo’. “La ‘coincidentia oppositorum’, che Cusano nel De Visione Dei chiama ‘il muro del paradiso oltre il quale abita Dio, non prende forma su questo lato dello schermo”. (Kracauer)

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  • Jazz for a Massacre

    On: 16 luglio 2014
    In: Senza categoria
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    Ita-Pol / 2014 / 00:15:20
    a film by Leonardo Carrano and Giuseppe Spina
    music by Noise of Trouble from Bloody Route
    production Nomadica & Leonardo Carrano

    “Jazz for a massacre” is a tribute to the sperimental artist and cineaste Nato Frascà, inventor of “the doodle method”, a form of free expression to explore the unconscious. Ideally applying this method, the film comes out as a musical-pictorial jam-session where Noise of Trouble’s jazz improvisation combines well with the abstract forms, created by Leonardo Carrano directly onto film, and edited by Giuseppe Spina. 20,000 painted, engraved and etched photograms involve the spectator in a chromatic dance.

    “Jazz per un massacro” è un omaggio all’artista e cineasta sperimentale Nato Frascà, inventore del “metodo dello scarabocchio”, una forma di libera espressione attraverso la quale sondare l’inconscio. Applicando idealmente questo metodo il film risulta una jam-session pittorico-musicale, in cui l’improvvisazione jazz di Marco Colonna si sposa con le astrazioni create direttamente su pellicola da Leonardo Carrano e montate da Giuseppe Spina. 20.000 fotogrammi dipinti, incisi e acidati, coinvolgono in una fantasmagorica danza cromatica.

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    > Animatou – Festival international du film d’animation, Genève (Switzerland) – October, 2017
    > 15° Festival Internacional de la Imagen di Manizales, Manizales (Colombia) – May 9/13, 2016
    Cineteca Distrettuale de Bogotà (Colombia) – May 13/16, 2016
    > MONSTRA – Lisbon Animated Film Festival 2016, Lisbon
    > Cinéma/Cinéma – Exposition d’art 2016, Molenbeek-Saint-Jean, Bruxelles
    > Regard sur le cinéma du monde, Paris, France – January 28, 2016
    > 12th Animateka International Animated Film Festival, Ljubljana, Slovenia – December 8, 2015
    > Animated Dreams – Black Nights Film Festival, Tallin (Estonia) – November 18, 2015
    > CutOut Fest, Official selection, Mexico – November 12, 2015
    > ReAnimania, Official selection, Yerevan (Armenia) – October 28, 2015
    > 17th Wiesbaden International Weekend of Animation, Wiesbaden (Germany) – October 23, 2015
    > Bogotá Experimental Film Festival / CineAutopsia, Bogotà (Colombia) – September 19, 2015
    > Animasivo 2015, Ciudad de México (México) – May 27, 2015
    > Annecy 2015, Official selection, Annecy (France) – June 15, 2015
    > Torino Jazz Festival, Cinema Massimo (curated by Centro Nazionale del Cortometraggio), Torino (Italy) – May 27, 2015
    > Lucca Film Festival 2015 / Best experimental film
    , Lucca (Italy) – March 21, 2015
    > INVIDEO – International Exhibition of Video Art and Cinema Beyond
    , Milano – October, 2014
    > Corti and Cigarettes Festival
    , Roma – October 4, 2014
    > FUSO – Anual de Vídeo Arte Internacional de Lisboa
    – Museu do Chiado (curated by Sandra Lischi) (Portugal) – August 29, 2014
    > Nomadica – Mostra per il cinema di ricerca
    , Capo d’Orlando (Italy) – August 20, 2014
    > Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro
    , Pesaro (Italy) – June 28, 2014
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    Il film è inserito nel 3° volume di Animazioni, DVD edito da OTTOmani
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    Incisione, pittura e acidatura su pellicola e doppia-pellicola, riprese:
    Engraved painted with nitric acid film and double-film, camera operator:
    Leonardo Carrano

    Montaggio e post-produzione:
    Film editing and post production:
    Giuseppe Spina

    Musica: Noise of Trouble dall’album Bloody Route
    Music by NOISE OF TROUBLE from Bloody Route

    Sculture di
    Sculptures by
    Paolo Garau

    Prodotto da
    Production by
    NOMADICA & Leonardo Carrano – may2014

    For info: info@nomadica.eu

    Biografia
    Biography
    Leonardo Carrano was born in Rome in 1958. Painter, in 1980 he won the Lubiam prize awarded by Renato Guttuso. Since 1992 he has been making experimental animated films, combining various techniques and languages, both traditional and using digital technology.
    His animations have been broadcasted several times in various RAI programs as “ Blob”, “Blob never seen before”. In 1994 he creates the virtual sets for a Fininvest program “The angel”. His films have been selected for the most important national and international festivals including: Venice Film Festival, the Festival Locarno, Rome Film Festival . He has worked with important composers of contemporary music Sylvano Bussotti, Giorgio Battistelli, Ennio e Andrea Morricone.

    Giuseppe Spina – Film-maker, his work investigates on cinematic language, sound and writing’s experiments. He is the director of NOMADICA – an international network for the experimental cinema (the place where you are.. now)

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    jazz for a massacre


    Buona la prima. Riflessioni attorno al film Jazz for a massacre (un testo di FRANCA D’ANGELO)

    Il film di Leonardo Carrano e Giuseppe Spina, dedicato al maestro Nato Frascà già nel titolo cita l’artista e regista che nel 1991 gira “Jazz per un massacro” al Teatro Piccolo Eliseo un film sullo spettacolo di e con Massimo Venturiello e Ubaldo Lopresti (con interventi musicali del Quintetto Pierantuzzi). Fu montato con parti del film Céline realizzato nel 1969 a Parigi e presentato in anteprima al Festival di Spoleto riscuotendo particolare successo.*
    Leonardo prima e Giuseppe poi, mi evidenziano l’esigenza di raccontare lo Scarabocchio degli adulti, metodo ideato da Frascà, pioniere delle arti terapie, scomparso nel 2006.
    Questo appuntavo mentre i fotogrammi scorrevano sullo schermo:
    Xilografia, fotografia pittorica dello Scarabocchio, risonanza magnetica del lato oscuro espresso dalla persona col segno energetico.
    Colore, testa, convulso ritmo accelerato, montaggio ansiogeno. Stati che si attraversano per raggiungere i segni scarabocchiati e che conducono a quella liberatorietà del segno, che non sovrastrutturato, porta con sé flussi energie sempre più profonde e ancestrali. Toccando, a ritroso, in congestioni emozionali e balzi spaziotemporali, vicende relative alla vita prenatale e alla elaborazione del parto nascita, arrivando in taluni casi fino alla fecondazione, rappresentata come una vera esplosione cosmica e nascita di una nuova galassia. Visioni micro-macrocosmiche.
    Aperture e connessioni con la fisica quantistica e la teoria delle stringhe cosmiche.
    La visione del film è un preludio, mi stimola a proporre un’altra visione, quella di un viaggio nello Scarabocchio realizzato da Frascà e invito gli autori all’utilizzo dei fotogrammi scarabocchiati dall’artista e da lui raccolti, con l’intento di percorrere quel segno che altro non è che grafite in attrito sulla superficie che, tra suono e figurazione, contiene e traccia memorie di nostri passaggi d’esistenza.
    Buona la prima.

    Penne 24 giugno 2014
    Franca D’Angelo

    *TEATRO:”JAZZ PER UN MASSACRO” AL PICCOLO ELISEO DI ROMA
    ROMA 10 apr.1991-(ADNKRONOS)- Un testo di Celine per una nuova piece in scena al Piccolo Eliseo di Roma ”Jazz per un massacro” prodotto dalla Compagnia del Piccolo Eliseo: l’opera di uno scrittore considerato scomodo, sgradevole, ingombrante, per decenni frainteso e ignorato. ”Jazz per un massacro” si propone come un concerto, un’improvvisazione musicale in cui l’esecutore si da’ anima e corpo, abbandonandosi a melodie e ritmi.
    Un ritmo molto simile a quello del primo Jazz, quello che intorno agli anni ’20 con l’introduzione dello ‘spirito d’improvvisazione’ – spiega il comunicato – ha determinato una svolta decisiva nella storia della musica. Nello spettacolo ci si propone di rivivere, attraverso questa ‘lingua’ musicale, alcuni momenti di quel lucido ‘delirio’ restituendo alcuni brandelli carichi di temi e contenuti di un’attualita’ sconcertante.
    Le musiche di Massimo Nunzi sono eseguite da LUI ALLA TROMBA Sandro Satta (sax alto), Andrea De Carlo (contrabasso), Alessandro Gigli (batteria). Gli interpreti sono: Massimo Venturiello e Ubaldo Lo Presti.

    Franca D’Angelo
    scenografa, tessitrice, collaboratrice di Frascà, custodisce e studia l’opera dell’artista dal 1994. // franca.dang@gmail.com //

    FRAMES TRATTI DAL FILM
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