• Newsletter, 23novembre15

    On: 23 novembre 2015
    In: 2015/2016
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    la casa di Augusto Tretti a Lazise (Verona), il giorno del “ritrovamento” dell’archivio il 29 ottobre 2014 (lf)
    “Su quel luogo, fino a quella stessa mattina ancora intatto, calò una notte che ci sembrò definitiva” (gm)

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    BOLOGNA – Dimensione Super8: Italia, 1965-2015
    Sabato 5 dicembre dalle ore 11.00 ad libitum
    all’interno di Archivio Aperto 2015, a cura di Home Movies e Nomadica
    programma e informazioni: http://www.nomadica.eu/super8/
    per partecipare in proiezione e per seguire il lungo incontro: info@nomadica.eu


    da un film-S8 di Ines Pignatelli

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    ROMA – Workshop d’animazione sperimentale su pellicola – Leonardo Carrano
    9 e 10 gennaio 2016, organizzato da Falesia Attiva in collaborazione con Nomadica
    (le iscrizioni si chiudono il 10dicembre) Info: https://www.facebook.com/events/1505196669773954/


    frame 35mm realizzato da Leonardo Carrano, tratto dal film Jazz for a massacre (2015)

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    TORINO – mercoledì 25 novembre alle 17.45 a Torino (all’interno del Torino film festival)
    sarà presentato “IL CASO TRETTI“, testo curato da Luca Pallanch e Domenico Monetti
    ed edito dalla Cineteca Nazionale. Un primo importante passo verso il “Fondo Augusto Tretti”
    cui Nomadica ha dato (e continuerà a dare) un apporto decisivo.
    Con interventi di: Pallanch, Monetti, Mazzone, Spina, Ferri, Agazzi, Giusti, Piavoli, Zaccaro,
    Eugenia Tretti, Andreoli e Wiel (con intervista ad Augusto per Rapporto Confidenziale),
    e poi la ripresa di articoli di Bianchi (1970), Bendazzi (1971), Crespi (1980), Detassis (1986)

    (Nel corso del festival saranno proiettati “La legge della tromba” e “Il Potere”)


    da La legge della Tromba di Augusto Tretti (1962)

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    BOLOGNA – Accademia di Belle Arti/Metacinema (festival non competitivo delle audiovisioni ibridanti)
    in collaborazione con Home Movies e Nomadica, 26-27-28 novembre 2015
    Qui il programma:
    http://www.ababo.it/ABA/2015/11/20/meta-cinema-festival-non-competitivo-delle-audiovisioni-ibridanti/

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    segnaliamo inoltre:
    BOLOGNA – Xing presenta, venerdi 27 novembre h 22, Raum
    GIANFRANCO BREBBIA (I) Idea assurda per un filmaker
    live cinema a cura di Home Movies/Archivio Aperto
    http://homemovies.it/archivioaperto/

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    per il cinema autonomo. Nomadica in girum
    www.nomadica.eu

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  • Tracce da “In girum imus nocte…”

    On: 4 febbraio 2015
    In: 2014/2015
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  • Newsletter_2gennaio2015

    On: 4 febbraio 2015
    In: 2014/2015
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    ROMA,  Cinema Trevi – Cineteca Nazionale, 28.29.30 GENNAIO 2015

    NOMADICA
    circuito per il cinema di ricerca

    in collaborazione con
    FUORI ORARIO cose (mai) viste
    CINETECA NAZIONALE

    presenta

    in girum imus nocte et consumimur igni
    (della catastrofe e dei suoi superstiti)

    I nomi delle tre giornate di Roma: Nato Frascà, Antonello Matarazzo, Carlo Michele Schirinzi, la redazione di “FuoriOrario cose (mai) viste”, Michelangelo Buffa, Steve Della Casa, John Giorno, Antonello Faretta, Giorgio De Vincenti, Gabriele Anaclerio, Giannalberto Bendazzi, Giacomo Ravesi, Manfredo Manfredi, Mario Addis, Leonardo Carrano, Michela Occhipinti, Fatima Bianchi, Fiorella Mariani, enrico ghezzi e – presenti/assenti – Giulia Mazzone e Giuseppe Spina per Nomadica

    Qui il programma

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    ATELIER PER LE ARTI E IL CINEMA DI RICERCA (BOLOGNA, 2015)

    in collaborazione con
    SPAZIO MENOMALE
    CINETECA DI BOLOGNA

    Nomadica dà il via ad una serie di seminari e workshop, finalizzati alla diffusione di un “pensiero altro” dell’immagine in movimento, del cinema come del teatro, dell’arte, delle “realtà” ed esperienze. Dopo centinaia di proiezioni e incontri, ruotiamo l’attenzione dallo schermo all’autore e al suo pensiero, dal film all’esperienza. Attraverso dei seminari e dei workshop di alto profilo, si darà la rarissima opportunità di conoscere a fondo autori, scrittori, filosofi, cineasti, maestri, e di scoprirne i segreti, le tecniche, entrando in stretto contatto con la loro visionarietà, la loro fantasia, il loro mondo.
    E’ un percorso che condurrà tra gli infiniti e nascosti sentieri della ricerca – italiana e non – in modo svincolato e non accademico. Il primo incontro con enrico ghezzi – nume del cinematografo – e, a seguire, il secondo con Franco Piavoli, maestro indiscusso. I primi due incontri si terranno a Bologna, hanno il patrocinio della Cineteca cittadina e la collaborazione dello Spazio Menomale.
    Sono indirizzati a tutti gli interessati senza limiti di età e specializzazione.

    1 _ enrico ghezzi
    durata 3 giorni _ 6.7.8 Marzo 2015
    + proiezione Cineteca di Bologna (in una delle giornate del seminario)

    2 _ Franco Piavoli
    durata 3 giorni – 10.11.12 Aprile 2015
    + retrospettiva Cineteca di Bologna il 10 e 11 Aprile

    Per info e iscrizioni:

    Atelier per le arti e il cinema di ricerca


    • info@nomadica.eu •

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    Continuano le proiezioni e gli incontri presso lo Spazio LabUS di Benevento // per altre info

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    Per un BUON 2015 !!

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  • in girum imus nocte

    On: 10 dicembre 2014
    In: Senza categoria
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    Fuori_orario_cose_mai_viste_nomadica

    ROMA,  Cinema Trevi – Cineteca Nazionale, 28-29-30 GENNAIO 2015

    NOMADICA
    circuito per il cinema di ricerca

    in collaborazione con
    FUORI ORARIO cose (mai) viste
    CINETECA NAZIONALE

    presenta


    in girum imus nocte et consumimur igni

    (della catastrofe e dei suoi superstiti)

    Ogni catastrofe – per essere tale – ha i suoi superstiti. E questi possono essere tali anche se la catastrofe continua, ogni giorno, a seppellirci e a viverci. E noi con essa. L’unico (nostro) modo possibile è essere fuori contesto, fuori-luogo, fuori-norma, fuori-tempo, inafferrabili, imprecisi. Ma come riuscire a vivere, a non-esserci, in tale maniera? E allora il tutto coincide forse con un al-di-là in cui a dominare è un blob, una catastrofe già avvenuta, già realizzata, e noi non facciamo altro che ri-proporla, crearne, diffonderne e disorganizzarne gli sguardi, decentrandoli, nel disastro. In un  ulteriore tentativo festeggiamo così i 25anni di Fuori Orario, con i 6 temi/puntate di ZAUM(*), “rovescio speculare di BLOB”, che racchiude le idee e il lavoro del gruppo forse rappresentandone il culmine, e con altri spazi/film/cineasti differenti che si alterneranno nelle tre giornate e che – com’è solito di Nomadica – detoneranno nel tempo in altri rivoli, occhi, sale italiane.

    The twenty-fifth birthday of “Fuori Orario”, with the 6 episodes/themes of Zaum, “specular reverse” of blob, contains the group’s ideas and works maybe enclosing its climax, and with other spaces/films/filmmakers that succeed each other in the three days and that – as usual in Nomadica – will detonate over time in other rivulets, eyes, italian cinemas.

    I nomi: Nato Frascà, Antonello Matarazzo, Carlo Michele Schirinzi, la redazione di “FuoriOrario cose (mai) viste”, Michelangelo Buffa, Steve Della Casa, John Giorno, Antonello Faretta, Giorgio De Vincenti, Gabriele Anaclerio, Giannalberto Bendazzi, Giacomo Ravesi, Manfredo Manfredi, Mario Addis, Leonardo Carrano, Michela Occhipinti, Fatima Bianchi, Fiorella Mariani, enrico ghezzi e – presenti/assenti – Giulia Mazzone e Giuseppe Spina per Nomadica.
    L’intero evento è a ingresso gratuito.

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    zaum_titolo

    (*) su “ZAUM – andare a parare” (2011)
    La cosa (da un altro mondo?) realizzata da enrico ghezzi con Baglivi, Ranga, Esposito, Fina, Franchina, Francia di Celle e Fumarola.
    Tema di fondo è la Catastrofe, immane e assoluta, o acquisita, già data, sorseggiata, interiorizzata da un decennio che si apre con gli scontri del G8 di Genova intorno al nulla della zonarossa per andare a parare (nell’ultima puntata) sull’attacco in piena luce all’oscurità della caverna Capitale/Immagine, nel mattino dell’11 settembre con le Twin Towers trasformate in fiaccole sinistre prima di crollare.
    Tenendo conto che la catastrofe più forte è già avvenuta (naturale e innaturale come tutte le catastrofi) nell’epifania postuma che è sempre l’immagine, enrico ghezzi con la redazione di FUORI ORARIO si è arrovellato sui materiali dell’anarchivio di Cose (mai) Viste, e altri trovandone e procurandosi, in un montaggio disteso che infatti non è un montaggio, ma piuttosto un ‘tramontaggio’. Più della metà di ogni puntata si impernia su un tema monografico, e il resto è costituito per passaggi e striature di altre immagini dagli altri cinque temi principali. I temi quindi, ancor più che intersecarsi, si accavallano e concorrono, fili paralleli e sovrapposti di memorie che si favoriscono o ostacolano l’un l’altra, in direzione della terra impossibile (e comunque sempre più catastrofica e catastrofizzata) che è il presente.
    E il titolo? ZAUM. Ah si, è il sogno dei febbrili futuristi russi estremi, Krucenich, e il geniale Velimir Chlebnikov, parola transmentale che non vuol dir nulla appunto perché oltre la mente.
    Il tentativo artistico più spinto e perdente del secolo (gli si affiancarono – schiacciandolo – le  più terribili ‘opere d’arte totali’ del novecento, il regime stalinista e quello nazista), fingere un altro spazio e forma di vita, pensando e immaginando così intensamente da esserlo e diventarlo loro.
    (da fuoriorario.rai.it – Zaum fu trasmesso l’8 e il 9 ottobre 2011)

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    PROGRAMMA

    m e r c o l e d ì   2 8    g e n n a i o    2 0 1 5

    ore 17.00
    Kappa
    di Nato Frascà, Italia, 1965/1966, col., 47min
    Girato a Castelgandolfo tra agosto e settembre 1965, Kappa (iniziale di kamera) è un viaggio nell’inconscio umano che l’autore compie, ispirandosi all’Ulysses di James Joyce, per ricercare l’impossibile rapporto tra uomo e Natura. Usando l’intreccio di linguaggi popolari (fumetto, radio, pubblicità, televisione) viene creata la visione del nostro mondo come se fosse vista dall’occhio di un alieno, che non comprende la nostra realtà e cerca di interpretarla: lo spettatore stesso, di fronte all’opera, ne rimane alienato, stordito nel cercare di comprendere il significato che ne viene fuori dalla contrapposizione di immagini in apparenza senza continuità logica. «Kappa è il viaggio senza categorie spaziali e temporali di ognuno di noi. Ho registrato e utilizzato gli “ingredienti visivi e sonori” della nostra civiltà, affollando l’opera per costituire delle associazioni mentali al limite della saturazione obbligando lo spettatore a dilatare il suo recipiente fruitivo a nuove capacità volumetriche» (N. Frascà).

    a seguire proiezione alla presenza degli autori
    Astrolìte
    di Antonello Matarazzo e Carlo Michele Schirinzi, nel cast: enrico ghezzi, Italia, 2002, BN, 40min
    Protagonista – se un protagonista c’è – enrico ghezzi, il critico cinematografico, padre di Blob e Schegge, appena censurato per il suo lungo servizio su Berlusconi. Scenario una Avellino al nero di seppia, vista dal basso verso il basso, come non l’avete mai guardata e vi sarà difficile dimenticarla.
    Trama: accennata e consapevolmente pretestuosa, che aspira ad appartenere ad un genere, il giallo, e inevitabilmente de-genera nel rimando alla propria impossibilità di reggere.
    Andamento circolare: il film si apre con i preliminari dell’esplosione e si chiude con la deflagrazione. Ma questo non è un film esplosivo: qui tutto implode e tende verso un centro che non è un nucleo narrativo ma un’icona, un’idea di cinema in carne ed ossa, quella incarnata autisticamente da enrico ghezzi, demiurgo di vite rarefatte e sospese tra esistenza e proiezione.

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    ore 19.00
    proiezione alla presenza della redazione di Fuori Orario cose (mai) viste

    ZAUM – parte 1 –  L’O di G8/Genova 2001
    di Daniel Franchina e Donatello Fumarola, 65min
    Dedicata allo ‘scontro fisico’ a partire dal G8, si apre col capolavoro del cineasta armeno Artavadz Pelesjan, NACHALO/L’INIZIO, del 1967. Nove minuti, a partire dal cinquantenario della rivoluzione d’ottobre, che sconvolgono il cinema e le incertezze rassicuranti del montaggio, verso qualcosa che è ancora da farsi e da sentirsi. Risulterà ancor più chiaro che lo scontro fisico a Genova si mostrò proprio nell’atto di svanire quasi, sempre troppo veloce frenetico accelerato o rallentato, raramente a una velocità ‘giusta’. I mille e mille occhi incontrollabili delle tele camerine individuali formano già e troppo tardi una ‘comunità improbabile’, che filma e controlla se stessa sul limite del riguardarsi e riinquadrarsi.[/one_half] [one_half_last]

    zaum_collage[/one_half_last]a seguire
    ZAUM – parte 2 – CATASTRIONFO
    di Fulvio Baglivi, Simona Fina, Stefano Francia, 65min
    I trionfi della catastrofe, sempre innaturali nella nostra innaturalità da Titanic a Fukushima.

    ore 21.30
    Incontro con Michelangelo Buffa e Steve Della Casa

    Movie Movie
    di Michelangelo Buffa, 2014, versione di 30min
    Full immersion nel magma caotico ed affascinante della Storia del Cinema dove personaggi, future, attori e volti emergono dalla memoria collettiva per apparire e sparire nella fluidità del racconto.

    Da “Lumière retrouvé”, la serie “Le ore”:
    Ora del villaggio abbandonato
    di Michelangelo Buffa, 2010/2011, 40min

     

    “La serie delle Ore, omaggio ai fratelli Lumière, si fonda sull’idea che la registrazione del mondo da parte dei Lumière non era solo visiva, come si è portati a credere in prima istanza, era anche e forse soprattutto, una registrazione di tempo. Ciò che mi ha sempre affascinato e colpito nei loro iniziali e brevi film è il Tempo. Ritornare ai Lumière è quindi lavorare sul tempo, estenderlo, dilatarlo, entrarci dentro, cosa che Warhol aveva compreso così come anche Godard. Le mie Ore diventano spazi temporali di contemplazione. D’altronde quale modalità abbiamo di guardare il mondo, di guardarci dall’esterno se non quella utilizzata dal cinematografo! Ogni luogo ha il suo tempo ed il tempo del villaggio abbandonato è tempo senza tempo, di qui le pausa d’immobilità create dalla staticità della mdp”. mb

     

    BUFFA

    Una strada per Bringuez
    di Michelangelo Buffa, 2014, 3min
    Video/denuncia del disastro compiuto per la costruzione di una strada nel bosco

    Sradicati
    di Michelangelo Buffa, 2013, 11min
    Come i mezzi di trasporto veloci ci sottraggono un reale rapporto col territorio, un contatto.

    Sub Aqua
    di Michelangelo Buffa, 2014, 10min
    Visita ad un acquario che diviene visita ad un luogo che mantiene prigionieri esseri viventi per il nostro “piacere”.

    g i o v e d ì    2 9    g e n n a i o   2 0 1 5

    ore 17.00

    ZAUM – parte 3 – You (No) Tube
    di Fulvio Baglivi e enrico ghezzi (65min)
    La geniale catastrofe del net o del web, rete di tutti e di nessuno, per nessuno e per tutti.

    a seguire

    ZAUM – parte 4 – Lo spazio dell’orbita
    di Stefano Francia di Celle (65min)
    Montaggio langhiano/kubrickiano attraverso la lentezza del lavoro di ingegneri e di astronauti. Il trascorrere delle orbite in sovrimpressione con la fine del tempo nello spazio che ci guarda dalla Luna.

    [/one_half] [one_half_last]zaum_imm[/one_half_last]

    a seguire proiezione alla presenza dell’autore
    La posa infinita
    di Antonello Matarazzo, Italia, 2007, 2min
    “La posa infinita” mette in scena lo scarto tra mobile/immobile che emerge dall’interfaccia cinema/fotografia, sotto le sembianze di un antico portrait di gruppo nel quale le figure immortalate riacquistano vita mediante movimenti minimi e suoni ambientali che restituiscono all’immagine cristallizzata nel tempo, la sensazione di uno svolgimento “in diretta”. Un attimo dilatato all’infinito rappresentato dall’attesa prima dello scatto. […] (Bruno Di Marino, Doc Fest ed., Roma 2007)
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    ore 19.00
    Incontro con Giorgio De Vincenti, Gabriele Anaclerio, Antonello Faretta

    a seguire
    Nine poems in Basilicata
    un film di poesia con John Giorno diretto da Antonello Faretta, Italia, 2007, 55min
    Più che un film è un libro in forma di audiovisivo. E’ possibile “sfogliarlo” a capitoli com’è possibile “leggerlo” tutto d’un fiato, andandone a scoprire la sua struttura semplice e quasi francescana. L’opera nasce da nove poesie (molte delle quali inedite) di uno dei più grandi esponenti della poesia americana contemporanea, il newyorkese John Giorno, e vede lo stesso scrittore nella veste di interprete. “Un’Italia arcaica e antica ma nello stesso tempo fresca, vera, carica di passione e di speranza: un autentico tesoro di tensione utopica alla ricerca di un’umanità perduta” (Antonio Romani)

    John-e-Antonello-a-Maratea1_by-Domenico-DAndrea

    ore 21.00
    Cinema d’animazione
    MANFREDO MANFREDI, MARIO ADDIS, LEONARDO CARRANO
    Incontro con Giannalberto Bendazzi, Giacomo Ravesi, Mario Addis, Leonardo Carrano

    a seguire i film di MANFREDO MANFREDI
    Rotocalco (Italia 1970, col., 11′)
    “È un atto d’accusa contro la deformazione della realtà prodotta dalle pagine patinate di un grande settimanale d’attualità. La realtà è diversa da quella stereotipata, fasulla, scintillante che mostrano certe riviste: ed il film interpreta graficamente, con umorismo ma più spesso con dolore il divario fra realtà vera e realtà rotocalchistica” (Bendazzi, New Cinema 1971).
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    – Dedalo (1976, 11’27”, 35mm)
    Gran Premio al festival d’animazione d’Ottawa e nomination all’Oscar, Dedalo è uno dei film più rappresentativi del cinema di Manfredo Manfredi. Composto da disegni su carta dai forti contrasti chiaroscurali, il film esprime una tensione metafisica attraverso un raffinato equilibrio grafico e una trama onirica che evidenzia una chiara dimensione autoriale e d’artista.

    – Nuvole (1975, 13′, 35mm)
    In un profondo sotterraneo un piccolo essere bianco lotta per sopravvivere. Oscuri mostri lo assalgono e lo dilaniano, ma egli rinasce ingrandendosi, fino a divenire una grande e palpitante effluorescenza sotterranea. I nemici scompaiono mentre dal grande corpo bianco germina un sottile filamento che faticosamente sale verso l’alto: un fiore vibra ora nel vento mentre sopra, alte nel cielo, scorrono lente le nuvole. Mentre un altro giorno lentamente affonda in un’altra notte, alte e impassibili continuano a trasmigrare le nuvole in un fluire che è il lento e inarrestabile fluire del tempo. Dal fiore ormai secco e appassito volano i semi per una nuova vita mentre sotto, nel nero profondo misterioso, qualcosa si muove: un piccolo essere bianco forse, comincia faticosamente a farsi largo verso la luce.

    – Il muro (1970, 11’30”)
    Realizzato per la Corona Cinematografica, Il muro riflette sulla condizione dell’arte di fronte alla distruzione della società
    post-atomica. Attraverso situazioni allegoriche dipinte con suggestive animazioni dai tratti marcati e aspri che prediligono i toni cromatici freddi, il film ritrae con dura rassegnazione lo sguardo e l’impossibilità di un’artista davanti al destino di morte e consunzione di un’intera società.

     

    frame da “Nuvole” (1975)

    frame da Il muro

    a seguire i film di MARIO ADDIS
    – GIANO (1994, 1’37”)
    Directed and animated by: Mario Addis
    35 mm – traditional animation on paper.

    – Il mostro [opening title sequence] (1994, 2’20”)
    35 mm – tempera on transparent acetate.
    Directed and animated by: Mario Addis
    Graphic design: Franco Matticchio

    – Il sogno di Nina (1998, 1’13”)
    Scene from the feature film “La Gabbianella e il Gatto”.
    Sequence created, directed, designed and animated by Mario Addis.

    – Heartbeat (Un capitalismo dal volto umano) (1998, 0’40”)
    35 mm – pencil and colored chalks on paper.
    Produced by: MTV Europe
    Created, directed, designed and animated by: Mario Addis

    – La materia (1999, 2’00”)
    Film 35 mm – charcoal and pencil on paper.
    Created, directed, designed and animated by: Mario Addis

    – Florida (2002, 1’58”)
    Scene from the feature film “Johan Padan a la descoverta de le Americhe” written by Dario Fo.
    Sequence created, directed, designed and animated by Mario Addis.

    – Un principe chiamato Totò [opening title sequence] (2007, 00’38”)
    Created, directed, designed and animated by: Mario Addis

    – Fornarina Urban Beauty Show in Paris (2008, 05’29”)
    10 video-installations in the magnificent scenario of the Carrousel du Louvre.
    Videos were created and directed by: Mario Addis
    Graphic design: Mario Addis and Glenn Barr, Mijn Schatje, Miss Van, Simone Legno for Tokidoki, Junko Mizuno, Angelique Houtkamp and the famous artist and comic strips’ maestro Moebius
    Animation by: Mario Addis and Movimenti studio

    – Casse Rurali Trentine (2011, 00’45”)
    Runtime 45 sec. – commercial in traditional animation.
    Created, directed and designed by: Mario Addis

    – Pene e Cruditè (2014, 3’31”)
    Animation on paper
    A Film by Mario Addis
    Designed and animated by: Mario Addis
    Editing and Compositing: Stefania Calatroni

    a seguire un film di LEONARDO CARRANO

    – Jazz for a Massacre (Ita-Pol, 2014, 15’16”)
    Incisione, pittura e acidatura su pellicola e doppia-pellicola, riprese: Leonardo Carrano
    Montaggio e post-produzione: Giuseppe Spina
    “Jazz per un massacro” è un omaggio all’artista e cineasta sperimentale Nato Frascà, inventore del “metodo dello scarabocchio”, una forma di libera espressione attraverso la quale sondare l’inconscio. Applicando idealmente questo metodo il film risulta una jam-session pittorico-musicale, in cui l’improvvisazione jazz di Marco Colonna si sposa con le astrazioni create direttamente su pellicola da Leonardo Carrano e montate da Giuseppe Spina. 20.000 fotogrammi dipinti, incisi e acidati, coinvolgono in una fantasmagorica danza cromatica.

    jazz_frame_26

    _

    v e n e r d ì   3 0   g e n n a i o   2 0 1 5

    ore 17.00
    proiezione alla presenza dell’autrice

    Lettere dal deserto (elogio della lentezza)
    di Michela Occhipinti, 2010, 88min

    Il mondo corre. Hari cammina. Le sue scarpe consumate percorrono lunghe distanze nel deserto per recapitare messaggi chiusi in lettere scritte a mano, dalla calligrafia preziosa, da consegnare a destinatari che abitano villaggi sperduti, chiusi in una dimensione temporale dimenticata, fuori dal mondo.

    Le lettere parlano di amori, matrimoni, successi e decessi. Quelle che portano la morte si riconoscono subito, sono quelle con l’angolo destro tagliato, che Hari legge sull’uscio ad alta voce e poi strappa, perché le brutte notizie vanno distrutte, disperse, cancellate per sempre.
    In un mondo in cui il tempo è un lusso, la velocità è sinonimo di efficienza e civiltà, e dove si comunica premendo tasti che riproducono caratteri tutti uguali, la storia di Hari è un’isola cristallizzata nel tempo. Quando l’unico modo per comunicare era un foglio, una penna, l’inchiostro. Quando la gente era ancora in grado di aspettare. Un ritorno alla lentezza, e alla natura, quella inospitale del deserto del Thar. Finché arrivano delle strane torri metalliche, intruse nel paesaggio, a rivoluzionare la vita del piccolo villaggio…

    lettere_dal_deserto_michela_occhipinti_nomadicaa seguire

    proiezione alla presenza dell’autrice Tyndal
    di Fatima Bianchi, Italia, 2014, 30min
    Un faro sui monti di Brunate, il suo fascio di luce ruota incessante nel buio come un continuo loop, fa luce su qualcosa che è rimasto nell’ombra, illuminando una casa. La casa racchiude i componenti di una famiglia che vengono ritratti nella loro quotidianità. ll racconto si sviluppa in un momento preciso, quando Francesco, il primogenito, trascorre un anno in carcere. In questo periodo ciascun familiare tiene uno scambio di lettere con lui. Tyndall è un fenomeno di diffusione della luce dovuta alla presenza di alcune particelle nell’aria. Lo stesso effetto è visibile dal faro sui monti di Brunate, guardando verso la casa della famiglia Bianchi.

    ore 19.00
    proiezione alla presenza dell’autrice
    Homo sapiens
    di Fiorella Mariani, Italia, 1971-74, 56min
    Homo sapiens è un film di montaggio che anticipa lo stile di Blob procedendo, nell’assemblaggio di materiale di repertorio, per associazioni (e distorsioni) sul tema dell’uomo e della sua (perduta) umanità, scandite dalla musica della celebre compositrice argentina (ma residente da anni in Francia) Beatriz Ferreyra. In apertura una frase di Rousseau ne sintetizza lo spirito: «Gli uomini che formano il gregge chiamato società faranno tutti le stesse cose nelle stesse circostanze a meno di esserne distolti da motivi più potenti».

    ore 20.30
    Incontro con enrico ghezzi, Fiorella Mariani, la redazione di FuoriOrario
    a seguire

    ZAUM – parte 5 – APPARIRE/SPARIRE, ESSERE/RIESSERE: IL TRUCCO DELL’ANIMA E I FUOCHI D’ARTIFICIO DELL’IMMORTALITA’
    di Lorenzo Esposito, 62min
    La penultima puntata di ZAUM è forse la più intensamente e intimamente e sotterraneamente catastrofica, in quanto certamente si allontana dalla catastrofe, già avvenuta da tempo ‘immemorabile’, e infatti molto difficile da reperire ‘in memoria’. Un’ora di programma dedicata all’apparire/sparire, all’essere/riessere, al trucco dell’anima e ai fuochi d’artificio dell’immortalità.

    a seguire

    ZAUM – parte 6 – SUA IMMINENZA LA CASTROFE ovvero CATASTROFETTE DEL CAPITALE
    di Lorenzo Esposito e Donatello Fumarola, 65min
    Il titolo, più che frivolo, è doppio, infine doppio del doppio, visto che la catastrofe stessa è in questo caso l’oggetto dell’operazione reperita e additata da Marx nel cinismo automatico della ripetizione farsesca degli eventi anche più seri. La catastrofe è attesa farsesca di ripetizione, prevenduta anch’essa nel mondo quotato in borsa o nelle scommesse, e la ‘castrofetta’ cui si indirizzano paura e desiderio non è un punto numinoso e terribile, ma appunto un’arietta quasi metastasiana, seguendo la quale ci allontaniamo dall’idea e dall’evento della prima volta. Lo si disse del resto in partenza, che non si trattava di sapere dove andare a parare in parata. Né di tremare a sentir tremare (stanotte, mentre cominciavo a stendere queste note che nascondono quasi tutto) le torri e gli antri di New York dieci anni dopo l’undici settembre che prestò l’oscurità al nostro creder di vedere in pieno giorno. Né vogliamo costruire un muro di o per le immagini, il muro che piuttosto già ‘siamo’. “La ‘coincidentia oppositorum’, che Cusano nel De Visione Dei chiama ‘il muro del paradiso oltre il quale abita Dio, non prende forma su questo lato dello schermo”. (Kracauer)

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  • L’alfabeto perduto della realtà. Il cinema di Franco Piavoli

    On: 13 gennaio 2014
    In: Senza categoria
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    NOMADICA presenta
    L’alfabeto perduto della realtà. Il cinema di Franco Piavoli
    Sala Trevi. Cineteca Nazionale // 22-24 gennaio 2014

    “Nomadica presenta una retrospettiva itinerante (mai) completa sul cinema di Franco Piavoli. Siamo convinti – oggi più che mai – dell’importanza di “ritrovare” (Brenta), ancora e ancora, quell’“alfabeto perduto della realtà” (Kezich) attraverso il cinema, che ci è in-segnato da Piavoli. Un modo di sentire il cosmo attraverso microcosmi, spazi locali, attese, silenzi, ridati da un linguaggio “primo”, non già codificato, che permette finalmente di svincolarsi dal concetto e di lasciarsi andare alla grandezza della natura, del mondo, dell’uomo stesso.
    Questo movimento prende il via dalla realizzazione del film Habitat [Piavoli], da subito all’interno di Nomadica, e non può non proiettarsi in altri “derivati italiani” del maestro. Il cinema-si-muove (che lo si voglia o no)” (Giuseppe Spina).
    Rassegna a cura di Giuseppe Spina e Luca Ferri (Nomadica)

    Franco_Piavoli_Nostos_Nomadica
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